Caso Nft di Silea, i sospetti degli esperti crypto di Lugano: “Salvati 5 milioni di euro”

A Lugano il video dei soci della New Financial Technology pubblicato la scorsa settimana girava già sui cellulari degli esperti di criptovalute già prima che emergessero i primi timori che la società potesse essere una scatola vuota. Lo accompagnavano faccine sorridenti, commenti ironici. Nessuno voleva credere fino in fondo che quel video raccontasse una società reale, fatta di persone vere e attive nel campo delle criptovalute, arrivate a Lugano per presentarsi ai big della finanza locale.

New Financial Technology da luglio ha smesso di pagare agli investitori italiani, circa 6mila a quanto sostengono le associazioni dei consumatori, il 10% della cedola mensile promessa per contratto, garantiti da un sistema di arbitraggio in criptovalute fatto con algoritmi proprietari. Oggi molti degli investitori temono di essere stati truffati. La società, tramite l’unico amministratore ancora rintracciabile contattato dalla nostra testata, ha promesso di ripagare tutto entro qualche mese. Gli altri due, Mauro Rizzato, 55 anni, e Christian Visentin, 45 anni, sarebbero a Dubai, si teme con i circa 100 milioni di investimenti ottenuti in Italia.

La missione svizzera della New Financial Technology

Lugano è un po’ la capitale europea di Bitcoin. Ci sono moltissime società che ci lavorano, esperti, società di analisi e di consulenza. Ed è lì che la Nft, voleva accreditarsi tra gli investitori istituzionali per tentare il salto definitivo: passare dai piccoli investitori italiani, ai fondi di investimento svizzeri. “Non so se qualcuno ha dato loro dei soldi, al momento non ci sono denunce. Ma so che personalmente ho salvato almeno 5 milioni di euro”. Michele Ficara Manganelli è di Milano, ma a Lugano ha scelto di lavorare nel mondo delle criptovalute. Lì ha fondato la Blockchain Swiss Consortium, aggregatore ticinese di societa? attive nel settore criptovalute e partner istituzionali. “So che chiedevano ai fondi istituzionali dai 125 mila dollari in su per investire nel loro token. So anche che li hanno battuti a tappeto, potrebbero averli girati tutti o quasi”.

Da lì sono cominciate ad arrivare le prime segnalazioni, i primi dubbi. Molti cominciavano a nutrirne, ma a loro favore giocava una certificazione fatta da una società molto accreditata a Lugano, Bcademy, sede a Pordenone ma molto attiva nella Svizzera italiana. “Bcademy ha fornito loro una relazione tecnica”, spiega Ficara Manganelli, “e questa veniva considerata attentibile, autorevole da diversi investitori”. Ma nessuno, pare, abbia deciso alla fine di investire con il sistema proposto dalla New Financial Technology.

I dubbi sul progetto della New Financial Technology

“Da noi sono si sono rivolti diversi investitori. Noi abbiamo visto le carte. Sulla carta, per carità, era tutto bello. Ma oltre non si capiva cosa ci fosse. Non potevamo suggerire a nessun investitore di mettere soldi in quel progetto. Loro sono i primi a rischiare se qualcosa va storto. Basta un investimento sbagliato per far saltare il banco e far perdere milioni di euro e clienti a un fondo”, aggiunge Ficara Manganelli.

Lugano avrebbe dato alla Nft una caratura diversa. Un successo a Lugano avrebbe potuto comportare un successo europeo, aprirsi al mondo della finanza, l’alta finanza. Non è stato così. Al momento non si hanno notizie dei fondatori, Mauro Rizzato e Christian Visentin. Mentre i giornali locali di Treviso e dintorni continuano a raccontare di denunce da parte delle associazioni dei consumatori.

Fonte : Repubblica