Cappellino della Roma e naso pronunciato, così è stato incastrato il piromane seriale di Roma nord

Un cappellino dell’As Roma ed un naso molto pronunciato. Questi i due particolari – oltre ad una dettagliata attività investigativa basata su prove e riscontri – che hanno permesso ai carabinieri di dare un nome ed un volto al piromane seriale che le notti degli scorsi 27 giugno e 9 luglio ha lasciato dietro di se una lunga scia di fuoco. Cassonetti dei rifiuti, arredi esterni di bar e ristoranti e la storica bancarella del professore. Roghi, tutti di natura dolosa, concentrati nello stesso quadrante della città a Roma Nord, appiccati con un accendino in un arco temporale di poco più di tre ore. A finire in manette un 51enne italiano, siciliano di nascita ma di fatto senza fissa dimora nella Capitale. Rintracciato poi nella periferia est della Capitale dopo essersi reso irreperibile per due settimane. 

Ma come sono riusciti gli investigatori a dare un nome ed un volto al piromane? Da una identificazione, fatta intorno alle 4:00 della notte dello scorso 9 luglio, due ore dopo un primo incendio ad alcuni cassonetti dei rifiuti di Tor di Quinto, a cui hanno poi fatto seguito altri tre roghi dolosi: ai tavolini esterni del ristorante Lo Sgobbone di via Podesi al Flaminio, all’ombrellone esterno del ristorante Il Vignola nell’omonima via del medesimo quartiere ed, infine, alla bancarella del professore di piazzale Flaminio. Quattro incendi appiccati in poco più di tre ore, nel corso delle quali le forze dell’ordine avevano fermato un uomo sospetto, identificato alle 2:00 sul ponte della Musica, con indosso un cappellino della Roma ed una busta di colore arancione. Elementi che oltre alla conformazione fisica, le immagini video e altri dettagli investigativi, hanno quindi permesso agli inquirenti di ricostruire la notte di fuoco del piromane seriale del Flaminio tracciando il suo percorso. 

Da qui le indagini degli investigatori mediante l’analisi dei filmati estrapolati dai numerosi sistemi di videosorveglianza – nelle quali si vede un uomo con cappellino rosso, naso pronunciato ed una busta arancione – con i carabinieri che hanno quindi concentrato la loro attenzione su un uomo, senza fissa dimora, già in passato protagonista di incendi similari. Era infatti lo scorse mese di maggio quando il 51enne venne denunciato in stato di libertà per aver dato fuoco ad alcune cassette di legno che si trovavano fuori la sede di una associazione a Torrenova, quartere del VI municipio delle Torri dove poi l’uomo è stato rintracciato e fermato dai carabinieri. 

Immagini video e testimonianze, oltre all’identificazione del 51enne la notte del 9 luglio nella zona dove si sono poi verificati gli incendi, hanno inoltre permesso ai carabinieri di attibuire al medesimo piromane seriale anche un precedente incendio, appiccato il 27 giugno ai danni di diversi cassonetti Ama adibiti alla raccolta dei rifiuti adiacenti al ristorante Cuccurucù in via Capoprati, a Ponte Milvio, a cui hanno fatto seguito altri roghi dolosi appiccati a danno di alcuni cassonetti dei rifiuti in viale di Tor di Quinto. 

Identificato quale autore degli incendi che le notti del 27 giugno e 9 luglio hanno interessato l’area di Roma Nord il 51enne è stato associato nella casa circondariale di Civitavecchia. Il giudice per le indagini preliminari analizzati gli elementi raccolti, ha convalidato il fermo ed applicato al 51enne la misura cautelare in carcere ritenendo l’uomo un piromane seriale, che in particolare prende di mira bar e ristoranti, “mettendo in pericolo ripetutamente l’incolumità di passanti e residenti”.

Fonte : Roma Today