I dieci comandamenti per approcciare il mondo crypto

Qualche giorno fa, in spiaggia, un amico del tutto digiuno ma sinceramente interessato a possedere finalmente un po’ di crypto, mi chiede lumi: ho un po’ di euro, cosa devo fare?  E poi, una volta acquistate, dove le tengo? Infine non mi dispiacerebbe se lavorassero e portassero a casa un po’ di compensi, che di questi tempi non fa mai male.

Suppongo che, come lui, siano potenzialmente in tanti a farsi le medesime domande. Provo dunque a fare un veloce ripassino sotto l’ombrellone per chi avesse lo stesso interesse del mio amico.

Primo. Non acquistare crypto se ne sei digiuno. Leggi almeno un paio di libri, qualche newsletter, un blog (questo, ad esempio). Spendi del tempo per informarti, anzi investilo: mettere i propri soldi in qualcosa che non si conosce per niente è sempre un buon modo per perderli.

Secondo: non avere fretta. Siamo nel cosiddetto crypto winter e non mi risulta che il valore del Bitcoin raddoppierà nei prossimi giorni, quindi se decidi di diventare proprietario di crypto fallo con cautela e poco alla volta. FOMO (Fear Of Missing Out, ovvero la paura di perderti l’affare del secolo) è sempre cattiva consigliera.

Terzo. Miocuggino ha guadagnato tanto con le crypto. Beato lui, ma è più probabile che tuocuggino abbia anche perso tanto e non te l’abbia detto. Quindi: non avere fretta e informati.

Quarto. Scegli un exchange. Per scambiare i tuoi euro con Bitcoin o altre crypto devi andare necessariamente su un exchange centralizzato (quelli decentralizzati che ora vanno per la maggiore come Uniswap, operando totalmente in blockchain funzionano solo con crypto e, anche volendo, non possono accettare valuta fiat). Una volta scelto uno dei tanti exchange (il mio preferito è Young Platform perché è italiano e fatto da ragazzi seri e di talento) bonifica gli euro che decidi di trasformare in crypto e procedi all’acquisto.

Quinto. Ma cosa compro? Puoi scegliere tra diverse migliaia di cryptovalute, dalla più famosa (Bitcoin) alle più sconosciute ed insignificanti. In genere io le divido in alcune categorie: A) Bitcoin, unico ed inimitabile; B) Ethereum, la valuta della più importante blockchain al mondo; le altcoin, ovvero cryptovalute di altre blockchain o progetti che girano su blockchian e hanno potenzialmente una funzione sul mercato; le shitcoin, ovvero tutte le altre. Quindi diciamo che ne salverei una ventina su migliaia e migliaia.

Sesto. Come le valuto? Bitcoin, per la sua natura, fa caso a sé. Le altcoin le giudico come fossero, in qualche modo, quote o azioni di startup: sai che 9 su 10 non andranno da nessuna parte ma ti basta quell’altra per portare a casa un bel ritorno. Puoi investire in una startup perché te l’ha consigliato tuocuggino o perché sei un esperto di ciò che quella startup fa e ti convince, idem nel caso delle altcoin. Per quanto riguarda le shitcoin, il nome dice già tutto, ma ammetto a denti stretti che un mio amico di Cuneo si è pagato le vacanze con Shiba Inu, una shitcoin nata come presa in giro e rivelatasi meno peggio di tante altre, se non altro per non aver mai promesso nulla più di quanto è: il disegnino di un cane giapponese.

Settimo. Una volta acquistate, cosa ne faccio? Qui la cosa si fa già più complicata. Prima cosa, meglio se non le lasci sugli exchange, che non sono stati progettati per essere un servizio di custodia e dove in taluni casi finiscono in un “calderone” operato dagli exchange medesimi con lo scopo di aumentare i loro profitti (ma non necessariamente i vostri).

Ottavo. E dunque? Acquistati un Ledger (una specie di chiavetta per computer super sicura) e mettile lì, ma fai attenzione a non perdere il Ledger o le sue parole chiave. Evita di lasciarle su normali chiavette o sul tuo computer, per ovvii motivi. Oppure mettili su un servizio di custodia (ne avrei uno ottimo da consigliare..).

Nono. E se volessi anche un ritorno passivo? Qui le cose si fanno un po’ più complicate. Il crollo di pochi mesi fa del mercato ci ha insegnato che, in pratica, nessuno degli operatori centralizzati che promettevano di operare le crypto dei loro clienti in cambio di spesso generosi ritorni si è salvato. Da Celsius in giù o sono morti o non stanno per niente bene e la ragione è una sola: opacità. Ti affidi a loro senza sapere cosa combineranno con le tue crypto e speri in bene. Meglio dunque optare per servizi dove sei tu a poter scegliere sulla base di informazioni corrette, oppure, se sei abbastanza attrezzato, scegliere direttamente varie opzioni come lo staking o la fornitura di liquidità a pool o a exchange decentralizzati.

Decimo. Con che orizzonte temporale devo procedere? Crypto è una buona difesa contro la naturale propensione inflattiva delle valute fiat, ma è anche molto volatile. Di conseguenza una strategia di medio periodo è decisamente una opzione migliore rispetto a controllare ogni ora il valore di ciò che hai comprato il giorno prima. Ritornando al paragone con le startup, chi lo fa sa che dovrà aspettare anni per stappare eventualmente champagne.

Fonte : Repubblica