Choi (Samsung): “Nella seconda metà 2022 spediremo 10 milioni di smartphone pieghevoli”

«Il nostro compito come azienda è portare valore ai clienti creando tecnologie innovative, e gli smartphone pieghevoli nascono esattamente per questo». Brian Choi, vicepresidente e responsabile a livello globale delle vendite e del marketing della divisione mobile di Samsung Electronics, parla lentamente, pesando ogni parola. Da oltre tre decenni lavora nella stessa azienda, dove ha svolto ruoli in diversi dipartimenti tra cui R&D e Marketing del marchio globale. Lo abbiamo incontrato a Londra, in occasione del Samsung Galaxy Unpacked 2022, l’evento in cui il gigante coreano ha lanciato l’ultima versione dei suoi smartphone pieghevoli Galaxy Z Flip4 e Galaxy Z Fold4

È già la quarta generazione per dei dispositivi che fino a poco tempo fa neanche esistevano, con cui Samsung ha creato un mercato da zero, e che ora registrano una «crescita esplosiva», come ricorda Choi. Ed è solo l’inizio: «Secondo le nostre stime – spiega infatti il top manager Samsung – nella seconda metà di quest’anno spediremo circa 10 milioni di unità, e nel prossimo anno avremo ancora una crescita del 15%». Un’avanzata che sembra inarrestabile per una tipologia di prodotto appena nata, peraltro in un settore che sembrava ormai saturo. Dunque la domanda è d’obbligo:

I foldable sostituiranno gli smartphone tradizionali?
«Noi non lo crediamo. Le due tipologie di smartphone continueranno a coesistere e svilupparsi nelle loro rispettive categorie di mercato. L’importante è dare al consumatore la possibilità di scegliere».

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E cosa chiedono gli utenti?
«Secondo le nostre ricerche, il Galaxy Z Flip piace di più alle donne, che cercano personalizzazione e colori e che amano la funzionalità Flex, con cui possono utilizzare la camera in modi molto creativi. il Fold, invece, interessa di più agli uomini, che sono interessati alla produttività e cercano uno schermo più ampio. Al momento, il rapporto nelle vendite è di 7 Z Flip ogni 3 Z Fold, ma credo che in futuro ci stabilizzeremo su 6 a 4, perché aumenteranno le persone che vogliono uno schermo più grande; perché il multitasking continua a migliorare aumentando la produttività, e perché l’evoluzione della tecnologia ci consentirà di rendere questi dispositivi sempre più leggeri».

Quali mezzi e investimenti in R&D ha richiesto la creazione degli smartphone pieghevoli?
«Lo sviluppo del nostro primo foldable è iniziato circa 8 anni prima del lancio del primo modello. Ci sono voluti investimenti ingenti, e abbiamo registrato oltre 1000 brevetti. Con questa quarta generazione di apparecchi, crediamo di aver sviluppato prodotti molto completi: l’hardware si è evoluto e l’usabilità è molto migliorata, anche grazie alla collaborazione con partner come Microsoft, Google, Facebook e varie altre realtà. Abbiamo lavorato all’integrazione con altri prodotti ed ecosistemi, e tutto questo ha molto migliorato l’esperienza d’uso»

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Quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione dei foldable? Ne vedremo mai che si piegano in tre o più parti?
«Se penso alle future versioni di Flip e Fold, posso dire che l’esperienza con le fotocamere, le applicazioni e la connettività continuerà ad evolversi. L’anno scorso sono stati spediti 10 milioni di foldable, e ora le stime dicono che nel 2025 ne saranno spediti 30 milioni. Noi crediamo di poter anticipare questo risultato, perché ci sono tantissimi utenti che non hanno ancora mai sperimentato un pieghevole, e questo significa che il mercato continuerà a crescere almeno fino al 2030. Più in generale, può anche darsi che i foldable del futuro si pieghino non solo in due ma anche in tre, o in quattro, e anche se non posso dire a cosa stiamo lavorando, c’è spazio per l’immaginazione. Per esempio, potremmo avere anche foldable tablet e foldable pc, perché per ogni apparecchio portatile ha senso chiedersi se valga la pena renderlo pieghevole e che tipo di esperienza si creerebbe»

Samsung sostiene di “ascoltare gli utenti” per migliorare i prodotti. Come raccogliete i loro feedback?
«Il dialogo con i nostri clienti è aperto e cerchiamo di fare nostre e incorporare nei prodotti quante più richieste possibile. Per raccogliere i feedback ci sono diversi modi: innanzitutto le ricerche di mercato e i focus group, poi ovviamente il contatto tramite il customer service dopo l’acquisto di un prodotto, che alimenta un database di informazioni da cui selezioniamo indicazioni che si riflettono sul nostro product planning. E poi, ancora, ci sono i nostri dipendenti, che partecipano ai test dei prototipi condividendo i loro feedback aiutandoci a capire quali miglioramenti possiamo apportare». 

Nell’era dei social network e della società globale, ci sono ancora grandi differenze nel modo in cui si lancia un prodotto nei diversi mercati nazionali? 
«Abbiamo una strategia globale per il marketing, le vendite e i prodotti, della quale sono responsabile, ma sotto questo ombrello operano 52 unità di vendita che localizzano le strategie. La stessa cosa avviene per i social network, che sono cresciuti enormemente e dove abbiamo moltiplicato gli sforzi per diffondere i nostri messaggi, curando una comunicazione quotidiana e in tempo reale grazie a cui possiamo relazionarci con i nostri clienti attuali e futuri, nonché ottenere feedback. Da notare che la rilevanza dei social, e con essa le nostre strategie di investimento, cambia da nazione a nazione: in Gran Bretagna, ad esempio, pesa più Instagram, mentre in Francia è più rilevante Snapchat, e in Italia a registrare la crescita maggiore sono TikTok e LinkedIn».

Il Galaxy Z Flip4 è disponibile anche nella versione personalizzabile Bespoke. È un approccio che si espanderà anche ad altri prodotti?
«Il concetto Bespoke nasce con i nostri frigoriferi e condizionatori d’aria: di solito a comprare nuovi elettrodomestici sono i novelli sposi, che amano personalizzare la propria casa, vogliono prodotti che rispecchino i loro gusti. Poi ci siamo chiesti dove altro potessimo mettere in pratica lo stesso approccio, e il Galaxy Z Flip è risultato essere il miglior candidato. Se l’operazione avrà successo, c’è la possibilità che il concetto di Bespoke venga applicato anche ad altri prodotti» 

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Qual è secondo lei il futuro dei wearable?
«Vedo due diverse linee di sviluppo per questa categoria: la prima riguarda la capacità di migliorare la salute e la forma fisica, quindi lavoreremo ancora per aumentare la ricchezza e accuratezza delle informazioni che essi sono in grado di raccogliere e fornire, per esempio registrando con maggior precisione la pressione sanguigna o la glicemia. L’altra linea di sviluppo riguarda la funzione di controllo remoto per una pletora di altri prodotti, tra cui smartphone, tablet, pc, elettrodomestici, dispositivi IOT. Noi, in particolare, con il Galaxy Watch 4 abbiamo introdotto la possibilità di connettersi alle auto Tesla, e ora con il Watch 5 abbiamo ampliato le funzionalità di controllo della smart home per migliorare la qualità del sonno». 

Quanto pesa l’influenza della fantascienza sulla creatività per i nuovi prodotti tecnologici?
«È una domanda difficile, ma sicuramente la science fiction ha avuto un impatto sulle aziende che sviluppano tecnologie innovative. A volte sono i nostri ingegneri a raccogliere suggerimenti da creativi e visionari, e a volte sono loro a darne. Entrambi i mondi contribuiscono a definire il futuro in cui vivremo».

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Fonte : Repubblica