Torri, Pomponio vince il braccio di ferro contro Franco: è ancora assessora, lo dice il Tar

L’atto con cui il presidente del municipio Roma VI delle Torri, Nicola Franco, ha revocato l’incarico a Rita Pomponio, assessora alla Cultura di viale Cambellotti, difetta per motivazione. Ai nostri taccuini, la delegata della giunta delle Torri ha detto: “Preferisco non fare altri commenti. Spero soltanto che dopo trent’anni di impegno gratuito nelle scuole del municipio per divulgare la conoscenza storico-archeologica di questa mia amata terra, mi lasceranno lavorare con l’impegno e l’amore che ho sempre dimostrato per questo territorio. Se così non fosse continuerò, come ho sempre fatto, nella mia ricerca per valorizzare le bellezze di un territorio straordinario, ma troppo spesso tristemente dimenticato”. Stando alla sentenza del Tar, l’assessora Pomponio dovrebbe tornare al suo posto. Abbiamo raggiunto il minisindaco delle Torri che ha spiegato di non aver ricevuto ancora nulla e, pertanto, non ha commentato. 

Lo scorso maggio, il minisindaco di viale Cambellotti aveva revocato la nomina di assessore alla storica esperta di beni culturali Rita Pomponio. Ai nostri taccuini aveva spiegato: “È venuto a mancare il rapporto di fiducia. L’incarico di assessore si assegna su base fiduciaria, lo dice il regolamento”. Pomponio, nei giorni seguenti, aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale. A distanza di poco più di due mesi la sentenza. Per il Tar “l’affievolimento del rapporto di fiducia tra il presidente del municipio e l’assessore appare, con ogni evidenza, sfornito della benché minima motivazione, tanto da integrare una mera formula di stile, stereotipata ed apodittica, che non dà alcuna contezza delle ragioni del venir meno di tale rapporto”. 

Nel testo della sentenza, che abbiamo letto, è scritto ancora “posta l’illegittimità dell’ordinanza impugnata e il doveroso annullamento demolitorio dell’atto di revoca, è il caso di aggiungere che lo stesso ha, senz’altro, riflessi anche sotto il profilo risarcitorio, tenuto conto che la perdita della possibilità di svolgere l’incarico di assessore – incarico di indubbio prestigio amministrativo-politico che contribuisce al pieno sviluppo della personalità umana e favorisce la partecipazione del cittadino alla vita politica del Paese – ha inciso su un’esperienza meritevole di tutela”. 

Fonte : Roma Today