Una startup canadese vuole curare l’alcolismo con i funghi allucinogeni

La startup canadese Clairvoyant Therapeutics sta cercando di curare l’alcolismo con un farmaco a base di psilocibina, un principio attivo psichedelico contenuto in alcuni funghi. L’azienda sta per lanciare la seconda fase del suo studio sull’efficacia della sostanza, coinvolgendo 128 pazienti in Canada e in Unione europea. L’esperimento consisterà nell’assunzione del farmaco e in almeno 20 ore di psicoterapia per ogni persona coinvolta.

Secondo i dati di Our world in data, circa 107 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di dipendenza dalle sostanze alcoliche. Sebbene le ragioni della dipendenza siano molteplici, in molti casi si può ricondurre a una combinazione di predisposizione genetica alla dipendenza e problemi di salute mentale come traumi o depressione. L’alcol può infatti diventare un mezzo per affrontare stress, depressione e ansia, aumentate esponenzialmente negli ultimi a causa dei lockdown dovuti alla pandemia da coronavirus.

Naturalmente, esistono molte reti di sostegno per chi soffre di questa patologia. Gruppi come gli Alcolisti Anonimi hanno fornito sostegno a milioni di persone nel corso dei decenni, ed esistono anche farmaci come il naltrexone, studiati per trattare la dipendenza da alcol. Tuttavia, anche queste soluzioni non sono completamente efficaci. Gli alcolisti anonimi hanno un tasso di successo tristemente basso, che secondo alcune stime oscilla tra l’8 e il 12%, mentre il naltrexone comporta diversi effetti collaterali come nausea intensa e spossatezza, e per molti non è completamente efficace. Inoltre, è molto costoso e risulta difficile ottenere una prescrizione.

Una possibile soluzione alternativa, pronta a irrompere sul mercato ma anche a sollevare qualche polemica, sono le sostanze psichedeliche. Da anni ormai numerose aziende farmaceutiche e istituzioni accademiche stanno studiando il potenziale degli psichedelici come Mdma, Ketamina, Lsd o Dmt per curare problemi di salute mentale, come la sindrome da stress post traumatico o la depressione. Come sottolineato dalla rivista Technology Review del Massachusetts institute of technology (Mit), le sostanze psichedeliche stanno venendo studiate come mai prima d’ora e, nonostante lo stigma sociale e la demonizzazione che ancora circola attorno al loro uso, le nuove ricerche stanno dando risultati molto promettenti rispetto alla loro efficacia nella cura dei più diffusi e complessi problemi di salute mentale, presenti nelle società moderne.

Fonte : Wired