Organi e tessuti vivi, la nuova frontiera della Stampa 3D

Stampare organi o parti del corpo umano, in tessuti vivi: è questa la nuova frontiera della stampa 3D che vede tra i protagonisti internazionali anche una azienda italiana, Solid World. “Insieme all’Università di Pisa abbiamo un brevetto per una stampante 3D che permette di andare a ricreare in tre dimensioni organi umani, tessuti vivi – ci spiega dalla sede di Dubai, Vito Zaccaria, general manager del Gruppo per il Medioriente, dove hanno appena aperto -. La stampa di questi tessuti può essere utilizzata dalle case farmaceutiche o dal settore medicale, per fare delle sperimentazioni su medicinali o sostanze, o per vedere come il corpo risponde a delle terapie senza dover fare la sperimentazione su un animale e prima che sulla persona stessa”. 

Obiettivo: la stampa di organi umani

Questa bio-stampante servirà nell’immediato a studiare le migliori terapie per i pazienti, ma nei prossimi dieci anni potrebbe permettere di stampare organi umani per trapianti, senza mettersi in liste d’attesa nella speranza di un donatore compatibile e senza il rischio di rigetto dell’organo. “È la prima stampante al mondo per la bio fabbricazione dei tessuti organici umani. A partire da cellule staminali siamo in grado ora di ricostruire tramite questa stampante un componente di un organo oppure dei tessuti oppure, ancora, replicare dei tessuti tumorali con delle forme cubiche in modo da poter studiare varie tecniche di terapia – spiega il CEO di Solid World Roberto Rizzo, che ha fondato il gruppo 20 anni fa -. Questa stampante può produrre componenti di organi da tessuti epatici, oppure dai reni riusciamo a replicare in modo tridimensionale una parte degli organi. Le prospettive sono incredibili perché significa che nel futuro, usando le cellule del paziente, possiamo pensare di riparare i tessuti danneggiati, ad esempio, da una grave ustione”. Riprodurre un intero organo è uno step ad oggi lontano ma il Founder di Solid World Rizzo è fiducioso, perché – ci dice – è stato osservato come le cellule tendono a riprodursi su forme tridimensionali e dal momento che si tratta delle cellule del paziente stesso, non ci sarebbe il rischio di rigetto.

Simulazioni in corso

Solid World sta già distribuendo negli ospedali di Dubai, oltre che in Italia, stampanti di ultima generazione che riproducono organi del corpo umano ai fini di simulazioni preoperatorie, copie esatte delle parti del corpo umano, con le stesse malformazioni o peculiarità degli originali (non in tessuti vivi). Medici e chirurghi possono così prepararsi a compiere le operazioni. “La stampa 3D ha incontrato ultimamente in modo estremamente sofisticato il mondo del biomedicale – dice Rizzo -. In collaborazione con ospedali e centri di ricerca aiutiamo la chirurgia moderna nell’analisi pre-operatoria delle operazioni più complesse, dove è necessario creare il modello digitale a partire dalla tomografia o dalla risonanza che si ha a disposizione e stamparlo per permettere di capire precedentemente ad una operazione quali sono tutte le problematiche che il chirurgo affronterà”. L’innovazione italiana è molto apprezzata qui negli Emirati Arabi, lo abbiamo visto con l’Expo di Dubai dove molte delle strutture avevano dietro il genio italiano. Nell’industria manifatturiera, digitalizzare il settore vuol dire passare dalla stampa 3D; vuol dire interconnettere i macchinari tradizionali di un processo produttivo ad esempio a scanner o stampanti 3D, grazie all’utilizzo di software di cui Solid Word è proprietaria e che produce in Italia.

Una soluzione sostenibile

“Stiamo portando le stampanti tridimensionali di Solid World all’interno di cliniche e ospedali degli Emirati Arabi, come già abbiamo fatto in Italia, per permettere ai medici, ai chirurghi di avere un modello tridimensionale in mano della stessa forma della stessa geometria del paziente – aggiunge Zaccaria, entusiasta di esportare questo prodotto italiano in Medioriente -. Significa riuscire a estrapolare dalla Tac di un paziente un organo oppure un osso e riuscire a stamparlo in tre dimensioni in scala uno ad uno, con le stesse geometrie e le stesse malformazioni di un organo reale”. La tecnologia 3D è anche un fattore di sostenibilità, perchè permette di produrre utilizzando meno materia prima e in soluzioni più facili da smaltire.

Fonte : Sky Tg24