George Lucas stava per girare Apocalypse Now in Vietnam (a guerra in corso)

Prendete Apocalypse Now il più grande film sulla Guerra del Vietnam e uno dei più grandi film della storia. E immaginate che al posto di Francis Ford Coppola l’avesse girato George Lucas di Star Wars. E che la sua idea fosse realizzarlo sotto forma di documentario, direttamente a guerra in corso, sotto le bombe. Bene, stava per succedere.

La folle storia produttiva di Apocalypse Now è ben nota, guadagnandosi addirittura un documentario collaterale dal titolo Heart of Darkness, dal romanzo ottocentesco di Joseph Conrad che il film di Francid Ford Coppola riattualizzò nel mezzo della Guerra del Vietnam. Set distrutti dagli uragani, bancarotte per concluderlo e più di un infarto (oltre alla dipendenza da sostanze) per Martin Sheen. Nulla di comparabile alla storia comunque folle dietro Megalopolis, il kolossal che Coppola sogna di girare da quarant’anni e che ora sembra arrivato a un punto di svolta, con gran parte della fase di casting già conclusa. Ma esisteva un’idea per girare Apocalypse Now – e non era quella di riserva – che rischiava di trasformarsi in una carneficina.

Quell’idea apparteneva a George Lucas prima che diventasse George Lucas. Prima che riuscisse cioè a concludere il suo American Graffiti e a concentrarsi poi sul primo Star Wars e sulla fondazione della Lucasfilm. Il regista aveva fondato assieme all’amico Francis Ford Coppola la American Zoetrope, che puntava a rilanciare il settore nel pieno della New Hollywood. Coinvolto fin da subito in qualità di produttore, Coppola chiamò John Milius alla sceneggiatura, che a sua volta si avvicinò a George Lucas per proporgli la regia. Alla fine, Coppola avrebbe rilevato il progetto e apportato grosse modifiche al canovaccio di Milius, modificandone completamente il finale.

Per quanto riguarda Lucas, furono principalmente i suoi altri impegni ad allontanarlo dal progetto, sul quale aveva lavorato per quattro lunghi anni. Ma questo perché, semplicemente, la sua idea era talmente complessa e si era protratta tanto a lungo, da vedersi sorpassate nelle tempistiche da Star Wars, che poi divenne il suo unico interesse. Ma qual era l’idea? Qualcosa di completamente diverso rispetto ai toni psichedelici e mitologici voluti da Coppola: l’esatto contrario. Lucas voleva impiegare una tecnica usata in gioventù e nota come cinéma vérité, uno stile volto a eliminare tutti gli orpelli hollywoodiani dalla narrazione e rendere i film una sorta di finti documentari.

Nell’idea di Lucas, Apocalypse Now sarebbe stato un vero e proprio cinegiornale iperrealistico pensato per scuotere le coscienze americane, mostrando i reali massacri compiuti dall’esercito statunitense, fra napalm e agente arancio, sui Viet Cong descritti come diavoli dalla propaganda USA. Ma non è tutto. Non solo Lucas avrebbe impiegato vero materiale d’archivio da intervallare alle scene da lui girate, ma intendeva creare da zero quel materiale d’archivio. Vale a dire mantenere il set principale nelle Filippine, mandando però una seconda troupe nel mezzo dei combattimenti, a Guerra del Vietnam ancora in corso, per registrare sul campo quei massacri.

Considerato l’impatto, diversissimo ma egualmente fondamentale, che ebbero poi l’Apocalypse Now di Coppola e lo Star Wars di Lucas sul cinema, l’immaginario collettivo e l’economia globale, in quegli anni si sfiorò probabilmente una delle alternative storiche più radicali dalla nascita del cinema.

Fonte : Everyeye