La Cina vuole arruolare più laureati per guerra hi-tech con Taiwan

Secondo gli analisti, l’esercito cinese ha bisogno di persone con competenze specialistiche per modernizzarsi. Nuovo Libro bianco di Pechino su Taiwan prospetta una riunificazione con meno autonomia di quella offerta in precedenza all’isola.

Roma (AsiaNews) – La Cina avvia il reclutamento militare semestrale a metà agosto, poco dopo la visita a Taiwan della speaker della Camera Usa dei rappresentanti, Nancy Pelosi. Pechino ha annunciato ieri la fine delle esercitazioni lanciate il 4 agosto in risposta al viaggio della politica statunitense. In questo quadro di tensioni, l’Esercito popolare di liberazione ha esteso per la prima volta l’età massima di reclutamento da 24 a 26 anni, con precedenza data a laureati con formazione scientifica e tecnologica e a persone dotate di abilità militari.

Secondo l’emittente statale cinese Cctv, oltre 110mila persone si sono arruolate nell’esercito nella provincia orientale dello Zhejiang: 50mila sono studenti universitari e 27mila laureati. Un giovane ha dichiarato al canale tv di essersi arruolato per la situazione lungo lo Stretto di Taiwan.

Il Beijing Evening News sottolinea che diverse unità di combattimento dell’esercito sono alla ricerca di nuove reclute con competenze professionali, dato che il processo di avanzamento di armi ed equipaggiamenti militari è in continua accelerazione. Le Forze armate vogliono personale specializzato in informatica, comunicazione, ingegneria, riparazione di attrezzature e droni. Secondo gli analisti, la Cina si prepara a una futura guerra ad alta tecnologia, e l’esercito è desideroso di assorbire più giovani istruiti per migliorare le proprie capacità.

Le statistiche ufficiali mostrano che a giugno in Cina il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 16 e i 24 anni è arrivato al 19,3%. Quest’anno, per la prima volta, il numero dei laureati supera i 10 milioni. Il rallentamento dell’economia e l’impennata del sentimento patriottico per la questione Taiwan potrebbero incoraggiare un maggior numero di giovani ad arruolarsi nell’esercito.

Taiwan ha reagito alle manovre cinesi con proprie esercitazioni. Secondo gli analisti, la Cina potrebbe rendere le operazioni militari intorno a Taiwan una routine, istituendo una sorta di blocco aeronavale. Pechino ha lanciato contro Taipei anche attacchi cibernetici e di disinformazione. Gli hacker cinesi hanno preso di mira i siti web di agenzie governative e università taiwanesi. Sono riusciti a far apparire sugli schermi dei supermercati e delle stazioni ferroviarie frasi offensive contro Pelosi.

La Cina ha pubblicato ieri il terzo Libro bianco su Taiwan, ribadendo che non escluderà l’uso della forza per riprendersi l’isola, considerata una provincia “ribelle”. Il documento segnala la linea dura di Xi Jinping nei confronti di Taipei, che deve accettare la riunificazione secondo il principio “un Paese, due sistemi”, respinto dai principali partiti taiwanesi.

Il nuovo Libro bianco prevede meno autonomia di quella offerta in precedenza. Nei tesi del 1993 e del 2000 era presente la promessa di “non inviare truppe o amministratori cinesi a Taiwan”.Eliminata anche la frase “tutto può essere negoziato”, purché Taiwan accetti l’esistenza di una sola Cina e non cerchi l’indipendenza.

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Fonte : Asia