L’azienda che produce l’unico vaccino contro il vaiolo delle scimmie ha quasi finito le scorte

In un’anonima zona industriale di Kvistgård, un paesino della Danimarca circondato da foreste a una quarantina di chilometri a nord di Copenaghen, viene realizzato uno degli strumenti più importanti per controllare l’epidemia globale di vaiolo delle scimmie. Qui, infatti, hanno sede gli impianti di produzione della Bavarian Nordic, un’azienda biotecnologica che è anche l’unica produttrice del più avanzato vaccino contro la malattia. Il vaccino – che negli Stati Uniti viene chiamato Jynneos, in Canada Imvamune e in Europa è conosciuto come Imvanex – è l’unico ad aver ottenuto l’approvazione dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dalla Food and Drug Administration statunitense.

Il problema è che gli stabilimenti produttivi della Bavarian Nordic sono rimasti chiusi fino a poco tempo fa e che attualmente la maggior parte delle dosi di vaccino prodotte prima della chiusura sono congelate all’interno di sacchetti di plastica e non ancora utilizzabili. Nel frattempo, la diffusione del vaiolo delle scimmie è stata dichiarata un’emergenza sanitaria internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), con oltre 30mila contagiati in 88 paesi (e quasi 600 solo in Italia), riconducibili nella maggior parte dei casi a contatti pelle a pelle o sessuali tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.

Nella primavera del 2022, Bavarian Nordic aveva chiuso il suo impianto di produzione di Kvistgård per concentrarsi su altri prodotti vaccinali, tra cui i vaccini contro la rabbia e l’encefalite. L’azienda aveva previsto di riavviare lo stabilimento nel terzo trimestre di quest’anno, ma “sta riaprendo in questo momento, spiega Thomas Duschek, responsabile delle comunicazioni di Bavarian Nordic. Duschek riferisce che l’impianto sarà operativo a pieno ritmo all’incirca entro un mese e che aggiungerà una linea di produzione. L’azienda sta anche valutando la possibilità di passare a un ciclo di produzione di 24 ore per soddisfare la domanda, oltre che di posticipare la produzione di altri vaccini per dare priorità a quello contro il vaiolo delle scimmie.

Bavarian Nordic sta anche prendendo in considerazione l’ipotesi di stipulare contratti con altre aziende per aumentare la produzione. Ha già concluso un accordo con un’azienda statunitense, il cui nome rimane riservato. Il problema in questo caso è che produrre il vaccino è un processo complesso, e ci vorrebbero diversi mesi perché un altro produttore si metta al passo. Nella stessa Bavarian Nordic, Duschek ritiene che ci vorranno almeno sei mesi prima che i nuovi vaccini inizino a essere spediti.

La disponibilità nel mondo

L’Oms calcola che  a livello globale ci siano circa 16 milioni di dosi del vaccino, che, secondo le stime dell’organizzazione, dovrebbero essere sufficienti a contenere l’epidemia. L’ostacolo principale è che la maggior parte di questi vaccini si trova ancora in forma sfusa, il che significa che le dosi devono ancora essere trasferite dai sacchetti congelati alle fiale, un processo noto come fill and finish (riempimento e finitura) e che secondo Bavarian Nordic richiederà diversi mesi. L’Oms sarebbe in fase di trattativa con altri produttori che potrebbero contribuire ad accelerare il processo. Negli Stati Uniti, il New York Times ha riportato che le autorità sanitarie del paese stanno negoziando con uno stabilimento del Michigan che potrebbe contribuire all’imbottigliamento di 2,5 milioni di dosi.

Fonte : Wired