Aule innovative e laboratori digitali, dal Pnrr 153 milioni di euro per le scuole del Lazio

Una pioggia di milioni per la transizione digitale delle scuole. Il ministero dell’istruzione ha appena adottato il “piano scuola 4.0”, pubblicando l’8 agosto la divisione delle risorse che provengono dal Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo scopo è quello di creare scuole innovative, connesse, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori. In totale il fondo è da 2,1 miliardi di euro, ma quasi 380 milioni sono già stati impegnati, quindi la divisione tra regioni e province riguarda 1 miliardo e 720 milioni di euro circa.

Il programma pluriennale si divide in due sezioni: “next generation classrooms” e “next generation labs”. Nel primo caso verranno trasformate almeno 100.000 aule di scuole primarie, secondarie di primo grado e di secondo grado, portandole ad essere ambienti innovativi. Nel secondo caso verranno realizzati laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti superiori. 

Per quanto riguarda la regione Lazio, i fondi stanziati dal ministero per le aule innovative sono pari a 115.086.707,68 euro, mentre per i laboratori digitali 38.052.852,21 euro, per un totale di 153.139.559,89 euro. Di questi, oltre 15 milioni e 600.000 euro andranno alla provincia di Frosinone, oltre 17 milioni e 670.000 euro a quella di Latina, poco più di 5 milioni di euro a Rieti, mentre a ottenere la fetta più sostanziosa, data la presenza più importante di istituti scolastici, sarà l’area metropolitana di Roma con più di 106 milioni di euro. A Viterbo 8 milioni e mezzo. A ricevere il finanziamento più sostanzioso risulta l’istituto statale di istruzione specializzata per sordi “Magarotta” (via del Casale Lumbroso) con quasi 500.000 euro. 

La FLC Cgil ha accolto con non poche critiche il dispositivo ministeriale: “Le azioni previste non sono accompagnate da specifiche risorse nazionali – fanno sapere – per retribuire il personale che dovrà sobbarcarsi un aggravio di lavoro davvero notevole”. Inoltre, la sigla che riunisce i lavoratori della conoscenza fa notare “l’assenza del personale ATA dal piano scuola – proseguono – per il quale occorre un pieno riconoscimento del loro lavoro. Sembrerebbero avere un ruolo irrilevante nella realizzazione dei processi finanziati”. 

Fonte : Roma Today