Oasis, Knebworth 1996: scopri la storia dei due leggendari concerti

Il 10 e l’11 agosto 1996 gli Oasis si esibivano davanti a oltre un quarto di milione di giovani fan da tutto il mondo che confluirono a Knebworth Park, nell’Hertfordshire.

I biglietti allora erano stati messi in vendita l’11 maggio 1996. Fuori dai negozi locali di musica e dalle biglietterie si erano formate le code dalla notte prima, e i fan di tutto il mondo passarono la giornata attaccati ai telefoni fissi per parlare con le linee di prenotazione, costantemente occupate. Il concerto aveva raggiunto il sold out in meno di 24 ore, stravolgendo tutti i record del botteghino britannico.

Gli organizzatori avevano stimato che la band avrebbe potuto vendere due se non tre volte tanto. Più del 2% della popolazione del Regno Unito aveva tentato di comprare i biglietti


Pic: Jill Furmanovsky

Questi straordinari concerti vennero organizzati in un momento in cui il Regno Unito si stava lentamente riprendendo da un decennio di recessione. In uscita dagli anni ’80, lo stato d’animo della nazione stava cambiando. Una resurrezione nel campo artistico-culturale stava dando vita alla Cool Britannia e, nella loro ascesa fulminea, gli Oasis incarnavano l’ottimismo e l’audacia ritrovati. Il gruppo ha impiegato quasi due anni dalle case popolari di Manchester per diventare una delle band più famose di tutto il mondo e alle persone riunite in quei giorni, che si rispecchiavano nei cinque uomini sul palco di fronte a loro, tutto sembrava possibile.

I concerti di Knebworth, caratterizzati dall’inizio alla fine da una setlist piena di classici, dall’apertura con ‘Columbia’ e ‘Acquiesce’ fino a ‘Champagne Supernova’, ‘Don’t Look Back In Anger’, ‘Live Forever’, da una trionfante ‘I Am The Walrus’ (accompagnata dall’orchestra), a ‘Wonderwall’ (la prima canzone degli anni ’90 a superare il miliardo di stream su Spotify), rappresentarono contemporaneamente il picco del successo della band e il raduno che diventò pietra miliare di una generazione.


Pic: Roberta Parkin

Fonte : Virgin Radio