Fa troppo caldo? La soluzione potrebbe essere allungare la pausa pranzo

Il 16 luglio l’asfalto di Madrid si aggirava intorno ai 40 gradi alle 14.30, l’ora in cui José Antonio González ha iniziato il suo turno di pulizia delle strade. Il 60enne spagnolo si era attrezzato per lavorare nel bel mezzo dell’ondata di caldo anomalo che sta colpendo l’Europa: con sé aveva due bottiglie d’acqua da due litri e un vaporizzatore fatto in casa per rinfrescarsi, come ha raccontato suo figlio al quotidiano spagnolo El Pais. Le precauzioni però non sono bastate. Dopo tre ore, González è collassato per un colpo di calore, ed è poi morto in ospedale.

González lavorava per l’impresa di pulizie Urbaser, a cui l’ispettorato del lavoro spagnolo aveva già sconsigliato di far lavorare i propri netturbini sotto il sole. Urbaser si è rifiutata di rispondere alle domande de El Pais. Secondo l’ente di ricerca sulla salute pubblica Carlos III, solo in Spagna sono stati registrati 510 decessi legati alle alte temperature tra il 10 e il 16 luglio.

La morte di González ha innescato una revisione delle norme adottate dalle aziende che si occupano della pulizia delle strade di Madrid. In accordo con l’amministrazione comunale e i sindacati locali, le imprese hanno esentato i loro dipendenti dal lavorare quando le temperature superano i 39 gradi, posticipando i turni dalle 14.30 alle 17. Nonostante la Spagna sia famosa per le lunghe pause pranzo, di solito questa abitudine è più comune tra gli impiegati, spiega Ángel Olmedo Jiménez, socio dello studio legale Garrigues di Madrid: “Per gli operai non è così comune avere due ore o due ore e mezza per pranzare”.

La pulizia delle strade non è l’unico settore che sta ripensando i propri orari di lavoro dopo che le ondate di caldo anomalo hanno spinto le temperature in tutta Europa oltre i 40 gradi, ben al di là della finestra di 16-24 gradi che secondo i sindacati è ottimale per lavorare. In tutto il continente i lavoratori stanno chiedendo di ristrutturare la giornata lavorativa per adattarla al riscaldamento del pianeta. Le richieste in questa direzione non provengono solo dall’Europa meridionale, ma anche da paesi tradizionalmente più freddi: in Germania, per esempio, un sindacato dei lavoratori edili si sta battendo per l’allungamento delle pause pranzo, in modo che i lavoratori possano evitare le ore più calde della giornata, mentre nei Paesi Bassi un centro di giardinaggio le ha già introdotte.

Il controverso modello spagnolo

Diverse associazioni di lavoratori propongono di adottare la jornada partida la giornata lavorativa divisa, in spagnolo –  che consente alle persone di prendersi una pausa prolungata, pranzare con più calma o magari concedersi un sonnellino. Questa strutturazione è da tempo considerata controversa in Spagna. Nel paese il sistema prevede che molti dipendenti facciano una pausa pranzo di due ore durante la parte più calda della giornata, finendo di conseguenza di lavorare più tardi rispetto ad altre nazioni. Circa il 30 per cento dei dipendenti spagnoli lavora fino alle 19 e il 10 per cento non stacca prima delle 21, secondo l’ultima indagine governativa sugli orari di lavoro, condotta nel 2010.

Fonte : Wired