Elezioni, nel Lazio ItalExit apre a CasaPound: si rompe il fronte “no green pass” con Alternativa

CasaPound fa saltare l’alleanza “no green pass” di ItalExit e Alternativa. L’accordo tra i due movimenti, fondati rispettivamente da Gianluigi Paragone e Pino Cabras, entrambi ex grillini, era stato appena siglato in vista delle elezioni del 25 settembre. Insieme, il senatore di Varese e il deputato di Lanusei avrebbero tentato la difficile impresa di raccogliere le firme necessarie a presentare la lista, ma Paragone ha offerto posizioni di rilievo a rappresentanti del movimento neofascista, scatenando l’ira del collega. 

Nei giorni scorsi ItalExit e Alternativa si erano appellati al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché derogasse alla raccolta firme “o saremo in piazza e faremo i conti, accada quel che accada” aveva minacciato Paragone, ex giornalista di Libero, La Padania e conduttore di programmi come La Gabbia. “Vediamo se le forze dell’ordine sono ancora capaci di reggere il dissenso – disse l’ex grillino espulso da Di Maio a gennaio 2020 -, visto che gli ultimi tempi li hanno passati a controllare green pass. Il dissenso, se non trova spazio in Parlamento, esploderà in piazza. E io sarò lì”.

Per riuscire nell’impresa delle firme, Paragone ha pensato di rivolgersi agli unici tra i movimenti extra-parlamentari, insieme a Potere al Popolo, che nel 2018 riuscirono a presentare i documenti e avere candidati in tutti i collegi. In cambio, il leader del partito che auspica l’uscita dell’Italia dall’Euro e dall’Europa, ha offerto il posto di capolista nel Lazio a Carlotta Chiaraluce di Ostia, ex responsabile de La Destra di Storace nell’allora XIII municipio, oggi esponente della Tartaruga, sempre più emergente insieme a Luca Marsella dopo l’addio di Simone Di Stefano. Una mossa sgradita a Cabras, che ha strappato l’accordo elettorale. 

Il “prendere o lasciare” di Paragone non è piaciuto: “Nella composizione in dettaglio delle liste presentata da Italexit abbiamo riscontrato la presenza, anche in ruoli di capolista, di candidati organici a formazioni di ispirazione neofascista – hanno fatto sapere gli esponenti di Alternativa -. Non vogliamo che le liste siano condizionate dal peso ideologico di esponenti del fascismo nostalgico favoriti dal meccanismo delle liste bloccate. Non c’è spazio per veicolare candidati in cui prevalgano connotazioni personali d’ispirazione fascista militante”.

Gianluigi Paragone non si è scomposto, svelando quello che probabilmente era il suo intento originario: “Volevamo riunire intorno a un unico progetto le forze che in questi mesi si sono opposte al green pass – fa sapere – al vaccino obbligatorio e alle imposizioni sanitarie dei governi Conte e Draghi, senza discriminarne nessuna. Purtroppo, abbiamo dovuto prendere atto che l’unico interesse di Alternativa era di ottenere posizioni in lista e di usare ItalExit come un taxi per il Parlamento”. E così il fronte “no green pass” (e “no vax”) si spacca. 

Fonte : Roma Today