Rifiuti, ecco le tappe che porteranno alla messa in opera del termovalorizzatore

Un mese e mezzo di tempo per gli emendamenti dell’assemblea capitolina, poi la revisione delle istanze che si concluderà con con un’ordinanza del commissario straordinario sui rifiuti e allo stesso tempo la pubblicazione delle procedure di gara per costruire il termovalorizzatore. Sono queste le tappe che dal 12 agosto al 15 ottobre porteranno all’inizio definitivo dell’iter per il tanto discusso impianto per l’incenerimento di 600.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. 

La presentazione del piano rifiuti

Il piano rifiuti presentato il 4 agosto da Roberto Gualtieri, in qualità di commissario straordinario, è stato il primo passo. Per ora il primo cittadino ha illustrato la teoria attraverso una serie di slide che esprimono le intenzioni dell’amministrazione, a partire dall’aumento della raccolta differenziata dall’attuale 45 al 65% in 8 anni. Adesso inizia la fase più operativa, fatta salva la necessaria discussione politica, già anticipata dalle reazioni a caldo dopo la conferenza stampa alla Sala delle Bandiere. 

La discussione politica dal 12 agosto al 30 settembre

Come si diceva, dal 12 agosto al 30 settembre i consiglieri e le consigliere di maggioranza e opposizione potranno lavorare alle loro osservazioni, che in molti casi si trasformeranno in emendamenti. A parte il centrodestra e i Cinquestelle, ci si aspetta una certa pressione anti-impianto anche da parte di Sinistra Civica Ecologista ed Europa Verde, con la sponda esterna di Legambiente. In ogni caso, il 15 ottobre Gualtieri firmerà l’ordinanza. 

L’obiettivo è la messa in opera nel 2026

L’obiettivo, d’altronde, è chiaro: avere pronto il termovalorizzatore nel 2025, anno del Giubileo, per poi farlo entrare in funzione l’anno successo, quando questa amministrazione non sarà più in carica. Questo, però, non significa che da qui a quattro anni la Capitale d’Italia resterà in balia della “monnezza”. Anche perché nelle intenzioni di Gualtieri c’è quella di premiare le ditte che garantiranno lo smaltimento dell’indifferenziato anche nel periodo precedente alla realizzazione e messa in opera del termovalorizzatore. 

Chi parteciperà alla gara per realizzare l’impianto

Tra le realtà interessate all’impianto c’è sicuramente Acea, che ha palesato la sua disponibilità già a maggio durante la presentazione del bilancio trimestrale. E sul ruolo della multiservizi romana, partecipata al 51% da Roma Capitale, si sono espresse anche Legambiente e Cgil Roma e Lazio, che auspicano la creazione di una multiutility composta da Acea e Ama per lo smaltimento dei rifiuti, un percorso da compiere prima di realizzare il termovalorizzatore. Un cavallo di battaglia di Roma Futura e di uno dei suoi leader, Giovanni Caudo, che anche a margine della presentazione del piano rifiuti ha ribadito la necessità di intraprendere questa strada. Nella corsa all’investimento per il nuovo mega-impianto – dove verrà realizzato ancora non è ufficiale, ma a Roma sud i comitati di quartiere già sono sul piede di guerra – ci sarebbero anche la milanese A2A e la romagnola Hera, che già si occupa di smaltire una quota di rifiuti romani. 

Fonte : Roma Today