Parlamento Ue: “L’aborto sia un diritto fondamentale”. La destra italiana vota contro

L’aborto deve essere considerato come un diritto fondamentale dell’Ue, e come tale va tutelato. È la richiesta avanzata dal Parlamento europeo con una risoluzione approvata a Strasburgo grazie ai voti dei partiti di centrosinistra, liberali, verdi e anche da numerosi membri del Ppe, il gruppo d’ispirazione democratico-cristiana. Di questo gruppo fa parte anche Forza Italia, i cui eurodeputati, però, si sono schierati con Lega, Fratelli d’Italia e i loro alleati per cercare di respingere il testo. Uniche eccezioni la leghista Gancia e l’azzurro Martusciello.

Non è la prima volta che Strasburgo si schiera a favore del diritto all’interruzione di gravidanza. Già il 9 giugno scorso, un’altra risoluzione aveva ribadito la necessità di tutelare le donne che intendono abortire, e aveva chiesto agli Stati membri di ridurre le limitazioni all’accesso alle cure, a partire dall’alto numero di medici obiettori di coscienza. Il testo aveva suscitato la reazione dei vescovi europei, che aveva messo in guardia il Parlamento sui rischi di questo tipo di posizioni: “Il tentativo di introdurre un presunto diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea metterebbe in grave pericolo il diritto all’obiezione di coscienza”, aveva detto qualche giorno fa il cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, al termine dell’incontro con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Per alcuni, quell’incontro è stato letto come un tentativo della “Cei” europea di trovare un sostegno a partire dalla leader di Strasburgo, esponente del Ppe ed anti-abortista (come del resto lo è la maggior parte dei politici di Malta, il Paese Ue con le più alte restrizioni all’interruzione di gravidanza). Guardando ai risultati del voto di oggi, con circa un terzo dei deputati popolari a favore della risoluzione, il tentativo non sembra andato a buon fine.      

Nella risoluzione, il Parlamento condanna nuovamente con fermezza il deterioramento della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne negli Stati Uniti e in alcuni Paesi Ue, tra cui l’Italia. E chiede, il punto più importante, che l’aborto sia inserito all’interno della Carte Ue dei diritti fondamentali. Perché questo avvenga occorre modificare l’articolo 7 della Carta e a tal fine Strasburgo invita i governi dei 27 a riunirsi “per convocare una Convenzione per la revisione dei trattati”.

Sulla scorta di quanto sta avvenendo negli Usa dopo la sentenza della Corte suprema che ha reso illegale l’aborto, i deputati “esprimono inoltre preoccupazione per un possibile aumento del flusso di denaro per finanziare gruppi anti-genere e anti-scelta nel mondo, anche in Europa”, un flusso che arriverebbe proprio dalle potenti associazioni pro-life statunitensi. 

Infine, la risoluzione esorta i governi “a depenalizzare l’aborto, a eliminare e combattere le rimanenti restrizioni giuridiche, finanziarie, sociali e pratiche in alcuni Stati membri”. I Paesi Ue, si legge ancora, “dovrebbero garantire l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e gratuiti, a servizi di assistenza sanitaria prenatale e materna, alla pianificazione familiare volontaria, a servizi adatti ai giovani, nonché alla prevenzione, al trattamento e al sostegno nella lotta all’HIV, senza discriminazione alcuna. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero intensificare il loro sostegno politico a favore dei difensori dei diritti umani e dei prestatori di assistenza sanitaria che lavorano per far progredire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti”, conclude la nota del Parlamento.  

Fonte : Today