Come riconoscere (e cercare di evitare) le intossicazioni alimentari

Il caso del bambino italiano di sei anni che, in vacanza con la famiglia a Sharm El Sheik, in Egitto, è morto a causa di un’intossicazione alimentare ha riacceso l’attenzione su questo tipo di malattie trasmesse attraverso il cibo, che a volte possono portare a conseguenze molto gravi e che ci ricordano come sicurezza alimentare, nutrizione e salute siano legate indissolubilmente fra di loro. 

Le cause e qualche numero

Le malattie di origine alimentare (o intossicazioni alimentari) sono un gruppo eterogeneo di malattie causate dalla contaminazione degli alimenti, che si può verificare in qualsiasi fase della catena di produzione, distribuzione e consumo del cibo. Le intossicazioni, infatti, possono essere dovute all’ingestione di alimenti contaminati da inquinanti, microrganismi o tossine presenti nell’acqua, nel suolo o nell’aria o a una carenza di norme igieniche nella preparazione e conservazione del cibo: si stima che oltre 200 malattie siano causate dal consumo di alimenti contaminati. In base alla loro causa, si distinguono quattro tipi di intossicazione alimentare: vi sono quelle dovute a tossine vegetali e animali, quelle causate da sostanze chimiche, quelle dovute alle tossine di microrganismi come batteri, virus, parassiti e muffe (chiamate anche tossinfezioni alimentari) e quelle causate dalla una cattiva conservazione del cibo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), si stima che ogni anno circa 600 milioni di persone (quasi 1 su 10) nel mondo si ammalino dopo aver mangiato cibo contaminato: di questi casi, circa 420.000 alla fine sono fatali. Chi subisce principalmente le conseguenze di questo tipo di malattie sono i paesi a basso e medio reddito e i bambini: ogni anno circa 125.000 bambini di età inferiore ai 5 anni muoiono a causa di intossicazioni alimentari. Eppure le malattie di origine alimentare rappresentano un problema di salute pubblica crescente per tutto il mondo, a causa dell’aumento del commercio alimentare internazionale, della presenza di catene alimentari più lunghe e complesse e del trasporto in crescita di prodotti alimentari potenzialmente contaminati attraverso i confini nazionali. Non solo: città sempre più grandi, cambiamenti climatici, migrazioni e viaggi internazionali espongono sempre più persone a nuovi rischi.

I sintomi e le complicanze

Sebbene i sintomi delle intossicazioni alimentari possano variare a seconda della causa, del tipo e della quantità di contaminante ingerito, solitamente queste malattie si manifestano con sintomi gastrointestinali come dissenteria, vomito e forti dolori addominali. Tra gli altri sintomi possono insorgere secchezza a livello della bocca, difficoltà a comunicare e deglutire, visione doppia, tachicardia, eruzioni cutanee, febbre, brividi, debolezza, cefalea improvvisa e sudorazione accentuata. La maggior parte delle volte le intossicazioni alimentari si risolvono da sole, senza particolari conseguenze, ma può capitare che queste malattie conducano a complicanze anche gravi, come insufficienza renale ed epatica, disturbi cerebrali e neurologici, artrite, insorgenza di tumori e, nei casi più gravi, anche la morte. Per questo motivo, in caso di intossicazione alimentare è consigliato chiamare, il proprio medico, un centro antiveleni o il pronto soccorso, riportando che cosa si è mangiato e in quali quantità.

Persone a rischio e prevenzione

Non tutte le persone sono esposte alle intossicazioni alimentari allo stesso modo: queste malattie sono più pericolose soprattutto per i bambini, le donne incinte, le persone anziane e quelle immunocompromesse (come le persone con Hiv o Aids, tumori o malattie autoimmuni). Tutte queste condizioni, infatti, sono in grado di alterare il sistema immunitario, che non riesce più a reagire in maniera efficiente agli agenti contaminanti che causano le intossicazioni alimentari (soprattutto in caso tossinfezioni da microrganismi). Di conseguenza, in queste persone le malattie di origine alimentare si possono manifestare con sintomi peggiori e con un decorso più grave: per questo è bene che esse adottino qualche accorgimento in più nei confronti delle possibili intossicazioni. 

Come riporta il Center for disease control and prevention (Cdc) statunitense, vi sono alimenti maggiormente associati a malattie di origine alimentare che sarebbero da evitare soprattutto da parte delle persone più a rischio, come i cibi crudi di origine animale, in particolare carne e pollame crudi o poco cotti, uova crude o leggermente cotte, latte non pastorizzato e crostacei crudi. Anche frutta e verdura, se non lavate propriamente, possono essere contaminate. In realtà, qualsiasi alimento può essere contaminato durante la lavorazione o durante altre fasi della catena di produzione alimentare, anche attraverso il contatto (la cosiddetta “contaminazione incrociata”) con la carne cruda. È per questo che il Cdc suggerisce alcune azioni per diminuire il rischio associato alla sicurezza alimentare: quando si maneggia il cibo lavare accuratamente le mani, i cibi e le superfici di lavoro, separare i cibi di origine animale crudi dagli altri, cuocere alle giuste temperature e congelare i cibi in maniera corretta.

Fonte : Wired