Sloviansk al centro degli attacchi russi, l’appello ai civili: “Scappate”

Raid aerei e fuoco dell’artiglieria. Prosegue senza sosta l’offensiva russa in Ucraina. Si combatte soprattutto nel Donetsk, dove le truppe del Cremlino mirano a Sloviansk, luogo simbolo per i secessionisti filo-Mosca da cui nel 2014 scatenarono la loro guerra di “liberazione” contro Kiev. La città è sottoposta a intensi bombardamenti da tre giorni. “Il mio consiglio principale: evacuate”, ha detto Pavlo Kyrylenko, governatore della regione di Donestk, ai residenti. “Durante la settimana non c’è stato un giorno senza bombardamenti”, ha aggiunto. E’ stato lo stesso governatore a spiegare che è stato preso di mira anche il mercato della città, con un bilancio provvisorio di due vittime civili.

L’Onu: “I civili pagano il prezzo più alto”

Degli oltre centomila abitanti che contava la città prima della guerra, ne sono rimaste poche migliaia, e nonostante tutto ancora riluttanti ad abbandonare le loro case. Che i cittadini comuni stiano pagando un prezzo altissimo lo dice anche l’alto commissario Onu Michelle Bachelet: finora sono stati documentati quasi 5mila morti, tra cui 335 bambini, e migliaia di feriti.

“Ci troviamo ancora una volta in un momento critico. Con uccisioni quotidiane, distruzione diffusa, detenzioni arbitrarie e sfollamenti di massa, i civili stanno sopportando il peso maggiore delle ostilità senza fine in vista”, dice l’Onu.

I movimenti delle truppe

Gli ucraini mantengono la linea di difesa più sud, dopo una ritirata tattica dalle zone in cui la superiorità russa era diventata schiacciante. “Mentre si combatteva nel Lugansk, abbiamo costruito nuove fortificazioni nella regione di Donetsk e le truppe si sono spostate lì”, ha spiegato l’ormai ex governatore Serghiy Gaidai, e secondo l’intelligence britannica la strategia di Kiev è corretta. Perché in questo modo i militari ucraini si sono compattati e sono più vicini alle linee di rifornimento. E più tempo resisteranno, più potranno contare sull’arrivo di nuove e moderne armi occidentali, mentre al contrario Mosca comincia ad avere problemi di rifornimento di munizioni per il fronte.

Navi straniere sequestrate

Secondo quanto riporta il Kyiv Independent citando media internazionali, i separatisti sostenuti dalla Russia avrebbero sequestrato due navi battenti bandiera straniera a Mariupol, affermando che ora sono “proprietà statale”. Si tratta del primo atto di questo tipo contro la navigazione commerciale dall’inizio della guerra. Nel mirino sono finite la Smarta”, battente bandiera liberiana, e la “Blue Star”, battente bandiera panamense. Secondo l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) dell’Onu oltre 80 navi battenti bandiera straniera rimangono bloccate nei porti ucraini, molti dei quali sono sotto il controllo russo.

Cresce le tensione anche in Lettonia

Intanto anche la Lettonia sente crescere la tensione. Il ministro della Difesa, Artis Pabriks, ha annunciato che lo Stato baltico ripristinerà il servizio militare obbligatorio, proprio per la crescente tensione con la vicina Russia. “L’attuale sistema militare della Lettonia ha raggiunto il suo limite. Nel frattempo non abbiamo motivo di pensare che la Russia cambierà il suo comportamento”, ha detto Pabriks ai giornalisti. La Lettonia aveva revocato il servizio militare obbligatorio pochi anni dopo l’adesione all’alleanza di difesa della Nato. Dal 2007 l’esercito dei membri dell’Ue è composto da soldati di carriera, insieme a volontari della Guardia nazionale che prestano servizio part-time nella fanteria nei fine settimana. Il paese conta meno di due milioni di persone e confina sia con la Bielorussia che con la Russia, ha attualmente solo 7.500 tra soldati in servizio attivo e membri della Guardia nazionale, sostenuti da 1.500 soldati della Nato. 

Fonte : Today