Bahamas: le sedici perle del paradiso green

Si possono esplorare 32 parchi nazionali in compagnia di guide esperte, attraversare zone paludose e riserve naturali. Le attività alla scoperta delle 16 isole delle Bahamas sono tante e varie, dalla visita alle grotte in cui vivevano gli “indiani” Arawak alle esplorazioni di vaste riserve marine, con ecosistemi tutelati e ricchissimi: un patrimonio naturalistico immenso che rende inestimabile questo arcipelago, dal fascino esotico che va ben oltre le spiagge bianche e le acque cristalline.

Birdwatching –

Guide esperte aiutano i birdwatcher a individuare le ben 354 specie di volatili presenti alle Bahamas, siano esse endemiche o migratorie, incluso il fenicottero delle Indie Occidentali, qualche anno fa, dato ormai in via d’estinzione. Oggi, a Inagua, protetti dal parco nazionale che prende il nome dall’isola, gli esemplari sono ben 80.000. Aironi, garzette, pellicani, pappagalli, colibrì di Inagua sono solo alcune delle specie di uccelli presenti alle Bahamas. I migliori spot dell’arcipelago per fare birdwatching sono il già citato Inagua National Park a Great Inagua, l’Abaco National Park (Le Abaco), il Lucayan National Park nell’isola di Grand Bahama, The Retreat Gardens (Nassau and Paradise Island), l’Exuma Cays Land and Sea National Park (Le Exuma) e numerosi altri.

Avventure nel sottosuolo –

Scolpiti nel corso di migliaia di anni, i reticoli di grotte sotterranee, caverne e cunicoli costituiscono un mondo sotterraneo da esplorare con un briciolo di spirito avventuroso. Le proposte sono numerose: dai tour subacquei guidati alle Abaco, alle immersioni nella Grotta di Thunderball, resa famosa dal film ‘Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono)’ alle Exuma fino alla visita di uno dei sistemi di grotte sottomarine più estesi al mondo, il Lucayan National Park di Freeport, dove nel 1986 vennero ritrovati i resti degli indiani Lucayan. Alle Bahamas è anche possibile ottenere un certificato di speleosub.

Nel blu dipinto di blu –

Le opinioni sul numero di buchi blu ad Andros sono discordanti: alcuni ne contano 175 altri, invece, sostengono siano 200. Tutti sono però d’accordo nel ritenere Andros l’isola con la maggiore concentrazione di blue holes al mondo: esposto alle intemperie per migliaia di anni, il substrato roccioso calcareo dell’isola si è eroso creando questa vasta distesa di sistemi di grotte sottomarine, popolate da molte specie di pesci e invertebrati unici, alcuni dei quali non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Un sistema geologico sotterraneo unico nel suo genere e nella sua spettacolarità. Il Captain Bill’s Blue Hole è un luogo magnifico per trascorrere un pomeriggio rilassante tra un tuffo e l’altro nella piscina naturale che la generosa natura dell’isola offre.

Piscine naturali –

Altri buchi blu da non perdere sull’isola – tra tutti – il Dean’s Blue Hole di Long Island, Hoffman’s Cay Blue Hole nelle Berry Islands, Watling’s Blue Hole a San Salvador e naturalmente, il Blue Holes National Park, che protegge 22 buchi blu e rigogliosi boschi cedui circostanti, inclusa la fauna selvatica che qui vive tra cui numerose specie di uccelli rari, ad esempio l’endemico rigogolo Bahama e il grande cuculo lucertola maggiore. È un luogo popolare per il birdwatching e l’immenso spazio, e i sentieri escursionistici lo rendono un campeggio eccezionale.

Kayaking e trekking –

Scivolare lentamente sulle acque tra intrecci di mangrovie, grotte e pareti coralline è uno dei modi migliori per esplorare le bellezze naturalistiche dell’arcipelago: il kayak, silenzioso e agile, permette un divertente tour nei parchi nazionali e nelle aree protette, da soli oppure in tour guidati. I vasti spazi delle isole, d’altro canto, invitano al cammino: si tratta di un’occasione imperdibile per ritrovarsi immersi nel silenzio della natura, ad esempio a Freeport nel tracciato dell’Heritage Trail oppure nel già citato Blue Holes National Park ad Andros.

La tutela dell’ambiente –

Nel 2018, Sam Teicher e Gator Halpern, fondatori di Coral Vita, hanno avviato un vivaio di coralli nell’isola di Grand Bahama per arginare le conseguenze del cambiamento climatico alle Bahamas. La struttura funge anche da centro didattico su flora e fauna marine e ha guadagnato fama come attrazione turistica.  Un anno dopo il lancio di questa struttura, l’uragano Dorian ha devastato l’isola di Grand Bahama, rafforzando la volontà dell’azienda di salvare le barriere coralline. Utilizzando metodi innovativi, Coral Vita è in grado di far crescere il corallo fino a 50 volte più velocemente di quanto cresca in natura, aumentandone al contempo la resilienza contro l’acidificazione e il riscaldamento degli oceani. Il vivaio attualmente propone un tour guidato da esperti membri dello staff di Coral Vita della durata di circa un’ora. Durante la visita guidata, i visitatori imparano a conoscere i coralli e le barriere coralline, il perché della loro importanza, cosa sta succedendo loro e l’attività di Coral Vita.

Per maggiori informazioni: www.bahamas.com

Fonte : TgCom