Dall-E fa anche impressionanti ritratti di persone che non esistono

Il fotografo francese Mathieu Stern, grande appassionato di esperimenti tech che racconta regolarmente sul proprio canale di YouTube, ha avuto accesso alla versione completa dell’intelligenza artificiale Dall-E 2 – dietro il gioco di collage Mini – e si è divertito a creare incredibili ritratti di persone non esistenti. Come ci è riuscito? Il primo passaggio è stato quello di saggiare i risultati senza troppe informazioni dettagliate. Il fotografo ha dunque digitato questa descrizione “Una bellissima giovane donna che indossa un kimono giallo in una serra con piante tropicali”. 

L’a.i. ha restituito una serie di ritratti che rispettavano le richieste, ma ancora troppo grezzi e del tutto insoddisfacenti a livello di qualità. Così, il passo successivo è stato quello di aggiungere anche la strumentazione che Dall-E 2 avrebbe dovuto simulare quindi regolare tutti i parametri degli scatti digitali come se fossero scattati da tale modello di fotocamera con tale tipo di lente e con tale rullino fotografico, oltre a chiedere di realizzare l’effetto bokeh ovvero lo sfondo sfocato attorno al soggetto che è un must nei ritratti. Dopo una serie di prove con chiavi differenti, il fotografo ha scoperto che la fotocamera con risultati più soddisfacenti era la vecchia graflex ovvero macchine fotografiche d’antan di grande formato apparse dal 1898 e caratterizzate da una messa a fuoco molto precisa al centro e uno sfocato di grande effetto attorno. 

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I risultati miglioravano, con alcuni ritratti del tutto realistici come se fossero stati scattati nel mondo 1.0 assieme a sgorbi inquietanti dovuti alla giovane età dell’a.i. che sembra avere parecchie difficoltà in modo particolare con gli occhi, che spesso guardano in direzioni diverse e sembrano pescati da più persone con un effetto frankenstein. Come correggere gli errori di un’a.i.? Con un’altra a.i., naturalmente: quella di Photoshop, che sfrutta una funzione di correzione degli occhi con risultati davvero sorprendenti. E così, Mathieu Stern si è spinto oltre cambiando per esempio l’età della modella virtuale trasformandola in adolescente o anziana, il sesso oppure la tonalità del viso o dettagli come occhiali futuristici, decorazioni sul viso o caschi da astronauta. Infine, ha aggiunto animali da compagnia come tigri, iguane e persino carpe. L’a.i. era così pronta anche a cambiare fotocamera spaziando dalle Polaroid ai modelli usa-e-getta oppure le lenti con quella fisheye a quelle di oltre un secolo fa. Nella nostra gallery, un po’ di scatti che mostrano i risultati migliori, che potrebbero benissimo essere scambiati per genuini, dimostrando come l’intelligenza artificiale sia la nuova arma creativa per fotografi.   

Fonte : Wired