“Il mondo travolto dalla tempesta perfetta di guerra in Ucraina e crisi climatica”: l’allarme dell’Onu

Conflitto in Ucraina

2 Luglio 2022

Secondo António Guterres, segretario generale dell’Onu, la guerra in Ucraina e la crisi climatica sono una “tempesta perfetta che non sta facendo altro che aumentare il divario tra il Nord e il Sud del mondo, che è a sua volta moralmente inaccettabile e pericoloso”.

16 CONDIVISIONI

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Conflitto in Ucraina
ATTIVA GLI AGGIORNAMENTI

La crisi attuale è una “tempesta perfetta” che non sta facendo altro che aumentare il divario tra il Nord e il Sud del mondo. A parlare è António Guterres, segretario generale dell’Onu, che al quotidiano inglese Guardian, ha spiegato che questo divario non è solo “moralmente inaccettabile” ma pericoloso, e minaccia ulteriormente la pace e la sicurezza in un mondo già alle prese con numerosi conflitti.

Le crisi alimentari, energetiche e finanziarie globali scatenate dalla guerra in Ucraina hanno colpito paesi già scossi dalla pandemia e dalla crisi climatica, invertendo quella che era stata una crescente convergenza tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, ha continuato Guterres, che ha sottolineato che al momento la sua preoccupazione più grande è proprio l’allargarsi del divario tra ricchi e poveri.

“Tutte queste crisi stanno contribuendo al drammatico aumento delle disuguaglianze nel mondo e ad un grave deterioramento delle condizioni di vita delle popolazioni più vulnerabili”. Tra tutte, è la questione climatica a preoccuparlo di più: “Dobbiamo fare tutto il possibile per riportare la questione climatica al centro della nostra agenda collettiva. Più del pianeta, è la specie umana ad essere a rischio. Si sta facendo qualcosa, ma è troppo poco, troppo tardi. Dobbiamo ridurre le emissioni il più rapidamente possibile”.

Leggi anche

Nuovo discorso di Putin: “La Russia risponderà se le truppe Nato arrivano in Finlandia e Svezia”

La guerra in Ucraina ha peggiorato questo scenario. La Germania, ad esempio, che è un paese fortemente dipendente dal gas russo, ha annunciato che avrebbe riaperto le stazioni alimentate a carbone fuori servizio per conservare le sue forniture, a seguito delle restrizioni sui flussi di gas della Russia. Lo stesso ha fatto sapere la Francia, che ha segnalato che potrebbe riaprire una stazione di carbone a causa della crisi ucraina, nonostante l’impegno di tutti a eliminare gradualmente tutte le centrali a carbone entro il 2030.

La guerra, ha spiegato Guterres, ha messo in evidenza la nostra dipendenza dai combustibili fossili. “Ciò sta creando drammatici impatti sull’aumento dei prezzi dell’energia e sta contribuendo all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e alla situazione finanziaria estremamente difficile di molti paesi in via di sviluppo. Se il mondo avesse investito massicciamente come avrebbe dovuto fare nell’ultimo decennio sulle rinnovabili, oggi ci troveremmo in una situazione completamente diversa”, ha aggiunto.

16 CONDIVISIONI

Fonte : Fanpage