Quando si parla di acqua, la siccità non è l’unico problema in Italia

L’Italia rischia dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità. Lo ha detto il responsabile della Protezione civile Fabrizio Curcio ai microfoni di SkyTg24. La scarsità delle piogge, però, non è l’unica responsabile di questa situazione. A incidere ci sono anche le perdite degli acquedotti: il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) stima nel 41% la quota di acqua a uso civile che viene dispersa dalle reti. Il che significa che ogni 5 litri immessi nell’acquedotto, 2 non arrivano al rubinetto. Per affrontare il problema, il Pnrr stanzia 900 milioni di euro.

Acquedotti ‘bucati’

Per provare a capire più nel dettaglio l’entità del problema delle perdite delle reti idriche, è utile affidarsi ai dati che Istat ha diffuso a marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. I dati riguardano la differenza percentuale tra l’acqua immessa nell’acquedotto e quella erogata dai rubinetti nei capoluoghi di provincia. Wired li ha riassunti su questa mappa.

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Ogni bolla sulla mappa rappresenta un capoluogo. Le dimensioni indicano la percentuale di acqua che viene dispersa. Il colore vira dal blu all’arancione a seconda che il valore sia inferiore o superiore alla media, indicata da Istat nel 36,2%. Il dato è aggiornato al 2020.

Come si può notare, il problema della dispersione dell’acqua dalle reti idriche riguarda in misura maggiore le città del Mezzogiorno. I valori più alti si registrano a Chieti (71,7%), Latina (70,1%) e, spostandosi invece al Nord, Belluno con il 68,1%. Il tema, ovviamente, non è solo ambientale. I costi per il pompaggio dell’acqua dispersa, infatti, devono essere sostenuti a prescindere dal fatto che quest’ultima non arrivi al rubinetto.

Ma qual è la situazione nei comuni più piccoli? In questo caso Istat non fornisce dati molto recenti. I più nuovi sono aggiornati al 2018. Wired ha scelto comunque di visualizzarli su questa mappa.

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Il codice colore è il medesimo della mappa precedente. Anche in questo caso si è scelto di utilizzare il valore di 36,2 come media nazionale di riferimento. I filtri nella parte bassa consentono di selezionare una singola regione o una singola provincia.

Fonte : Wired