La Regione che regala 15mila euro a chi compra casa

Ciò che era stato stabilito dalla Finanziaria diventa, dopo molti mesi, realtà. La Regione Sardegna eroga quarantacinque milioni complessivi per l’acquisto o ristrutturazione di prime case nei Comuni con popolazione inferiore di 3000 abitanti. È una delle misure chiave contro lo spopolamento su cui punta la Giunta guidata da Christian Solinas e di cui giovedì, nel corso della seduta di Giunta, sono stati approvati gli indirizzi per la ripartizione delle risorse ai Comuni e per l’accesso ai contributi a fondo perduto.

“Con l’ultima manovra, e ora con gli atti di indirizzo necessari a dare corpo alle misure contro lo spopolamento e l’isolamento dei territori, abbiamo creato le condizioni affinché i giovani decidano di restare e il tessuto economico dei territori più fragili, grazie anche ai contributi sulle prime case, si rafforzi e divenga terreno fertile per chi lì si trasferirà o deciderà di costruire una famiglia. Non può esserci crescita senza una reale valorizzazione dei territori, delle aree interne e di quelle più svantaggiate, che deve necessariamente passare per nuove politiche di ripopolamento dei territori”, ha spiegato il Presidente della regione Christian Solinas. “Stiamo lavorando – ha proseguito il Presidente Solinas – per rendere migliore la nostra Isola e per dare nuove opportunità ai sardi. Su questi due obiettivi è improntata l’intera azione della Giunta che ha fatto della lotta allo spopolamento il filo conduttore delle misure messe in atto per favorire una reale, consapevole e sostenibile crescita della Sardegna”.

Di spopolamento su Today abbiamo parlato spesso in passato: la dinamica è la stessa ovunque, gli elementi non cambiano, muta solo il paesaggio: muoiono più abitanti di quanti ne nascano, i giovani vanno via e i servizi essenziali vengono ridotto all’osso. La Sardegna ha il record nazionale di culle vuote, il tasso di fertilità è il più basso in Italia: 1 figlio per donna. Numeri alla mano, se le dinamiche non cambieranno il destino dell’isola è quello di diventare una sorta di splendido deserto, con la più bassa densità abitativa in Europa: secondo uno studio del “Sardinia socio-economic obervatory” entro il 2080 in Sardegna ci sarà solo un milione di residenti, un calo demografico del 34 per cento. I contributi a fondo perduto non basteranno per risolvere un problema così vasto.

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Il contributo di 15mila euro non sarà risolutivo, ovviamente. E’ un piccolo passo nella giusta direzione, ma in assenza di ulteriori politiche e stanziamenti mirati a migliorare i servizi nei piccoli comuni, è facile immaginare che i risultati saranno di scarso impatto. Per convincere i giovani a restare e a costruirsi un futuro in un piccolo Comune dove chiudono uno dopo l’altro uffici, scuole e servizi servirebbe ben altro, non certo 15mila euro. Ma è un piccolo segnale.

Il contributo è concesso a chi ha la residenza anagrafica in un piccolo comune della Sardegna o a chi trasferisce la residenza anagrafica entro 18 mesi dall’acquisto dell’abitazione o dalla data di ultimazione dei lavori, a condizione che il comune di provenienza non sia anch’esso un piccolo comune della Sardegna. Il contributo può essere concesso anche a coloro che trasferiscono lì la residenza e che non risiedono, al momento della presentazione della domanda, in un comune sardo. Entrando ancora di più nello specifico della misura, il contributo è concesso nella misura massima del 50 per cento della spesa e comunque per l’importo massimo di 15.000 euro a soggetto (in un nucleo famigliare potrà esserci un solo soggetto beneficiario) e potrà essere riconosciuto anche a favore dei richiedenti che prevedono congiuntamente l’acquisto e la ristrutturazione (resta fermo il limite di 15.000 euro). Il contributo può essere concesso a un nucleo famigliare in fase di costituzione (composto anche da una sola persona) anche qualora il nucleo famigliare di provenienza abbia beneficiato del medesimo contributo per un’altra abitazione.

La Giunta, su proposta dell’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris, ha approvato gli indirizzi per la ripartizione delle risorse ai Comuni e per l’accesso ai contributi. “Il finanziamento di 45 milioni di euro, declinato sulle tre annualità (2022-2023-2024), verrà concesso sulla base di precisi criteri individuati sulla base dei principi di equità e giustizia e in relazione alle esigenze dei territori. Intervenire sulla prima casa equivale a incentivare la residenzialità in territori considerati svantaggiati, favorendone la rinascita e proiettandoli sul futuro”, ha spiegato l’Assessore Salaris. “Questa misura, unita alle altre messe in campo dalla Giunta come il bonus natalità e le misure economiche per accrescere la competitività dei piccoli Comuni contribuirà a dare un futuro alla Sardegna intera”.

La Regione ripartirà le risorse sulla base di precisi criteri: una quota pari a un terzo della copertura finanziaria complessiva sarà distribuita in egual misura tra tutti i “piccoli comuni”, al fine di allocare un importo uguale per tutti; una quota pari a un terzo della copertura finanziaria complessiva sarà assegnata in relazione alla percentuale (riferita alla popolazione al 1981) di riduzione della popolazione dal 1981 al 2020; una quota pari a un sesto della copertura finanziaria complessiva sarà ripartita in relazione alla percentuale di popolazione residente nei piccoli comuni; una quota pari a un sesto della copertura finanziaria complessiva verrà destinata in relazione alla distanza del reddito a livello comunale dalla mediana del reddito di tutti i comuni della regione Sardegna.

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Fonte : Today