Niente teatro a Villa Massimo, ecco cosa è successo alla rassegna di Michele La Ginestra

Il II municipio ha fatto di tutto perché la rassegna teatrale del Teatro 7, diretto da Michele La Ginestra, rimanesse a Villa Massimo come da programma. A farlo sapere è la presidente dell’ente di prossimità, Francesca Del Bello, nei giorni subito successivi alla decisione dell’attore romano di spostarsi altrove (all’Orto Botanico) per gli spettacoli di luglio. 

Il pastrocchio è frutto di una miscela tra lentezza della burocrazia, informazioni sbagliate e ansia da parte dell’organizzazione, che al 21 giugno (10 giorni prima dell’inizio del cartellone) non aveva ancora tutte le autorizzazioni necessarie per partire con il montaggio del palco. “Quando Michele ha presentato la domanda di occupazione di suolo pubblico – spiega Del Bello – subito gli uffici hanno inoltrato la richiesta di parere a Sovrintendenza, polizia locale e dipartimento tutela ambiente, quindi al servizio giardini territoriale. E’ una fase istruttoria interna al municipio. Le prime osservazioni ci sono arrivate dai vigili”. 

I caschi bianchi chiedono un’integrazione: vogliono sapere – questo lo raccontava anche La Ginestra nel post Facebook con il quale annunciava l’annullamento dell’evento a Villa Massimo – che impatto avrebbero avuto gli spettatori sul quartiere. “E una richiesta di rito – sottolinea Del Bello – ma evidentemente Michele è entrato in agitazione, ancor di più quando ha saputo che mancava ancora il parere della Sovrintendenza”. Da qui la decisione di cambiare posto e chiudere con il giardino in zona piazza Bologna, vicino alla sede del Teatro 7. “Ma queste cose vanno così – spiega Del Bello – basti pensare che per Forte Antenne abbiamo ricevuto l’ok il giorno prima dell’inaugurazione”. 

Inoltre, ci si è messo anche il servizio giardini a creare confusione. Come denunciava l’attore, infatti, una delle motivazioni che avrebbero portato a negare l’accesso ai mezzi per il montaggio del palco era l’impossibilità di garantire la sicurezza del cancello carrabile, che risultava rotto: “Ma non è vero – svela la presidente – funziona benissimo. Tanto che come municipio ci eravamo adoperati a fare una copia delle chiavi, in possesso dell’associazione carabinieri di Nassiriya che si occupa di aprire e chiudere i parchi pubblici della Capitale. Non so perché sia stata data questa risposta”. 

Anche rispetto alle rimostranze dei residenti, spaventati dal rumore e dall’impatto della rassegna, l’amministrazione aveva svolto un’opera di persuasione apparentemente andata a buon fine: “Con l’assessore alla cultura Fabrizio Rufo avevamo incontrato i residenti già a maggio – conclude – tranquillizzandoli e accordandoci con l’organizzazione per una riduzione della rassegna. Purtroppo non è stato possibile far tornare Michele sui suoi passi, di questo sono molto dispiaciuta”. 

Fonte : Roma Today