Venezia mette un freno al turismo: da gennaio si entra col contributo d’accesso

Venezia cerca di fare un primo passo nella gestione dei flussi turistici che da oltre trent’anni la tengono sotto scacco. L’amministrazione comunale ha annunciato oggi l’avvio di un sistema di prenotazione, che partirà in via sperimentale a inizio agosto, ma entrerà in funzione a pieno regime solo dal 16 gennaio 2023, quando sarà introdotto il contributo d’accesso per accedere alla città storica. Non si tratta di una misura pensata per “chiudere la città”, spiegano dall’amministrazione comunale, ma di certo un modo per disincentivare la visita degli avventori ‘mordi e fuggi’, in particolar modo quando si supererà una soglia di presenze e le tariffe dovrebbero aumentare in maniera considerevole.

Venezia regola il turismo nella città storica: ecco come

L’inizio del progetto ambizioso – di fatto Venezia sarà la prima città a testare un sistema di accesso regolato – comincerà il primo agosto, e quindi fra trenta giorni, e riguarderà la sola prenotazione sul portale comunale Venezia Unica (e non su quello ufficiale, che sarà operativo dal mese di ottobre); in questa prima fase non è previsto il pagamento di alcuna tassa e non vige l’obbligo di prenotare. I turisti che decideranno comunque di farlo, potranno godere di una serie di vantaggi: a seguito dell’aumento delle tariffe turistiche del trasporto pubblico (es. biglietto di corsa singola passato da 7,50 a 9,50 euro), potranno godere delle vecchie tariffe; allo stesso modo avranno sconti sul parcheggio nei garage comunali o per visitare i musei civici della città in area Marciana.

Si partirà invece da gennaio con il pagamento del contributo di accesso vero e proprio, indipendentemente dal mezzo di trasporto con il quale si giungerà in città storica. Gli ingressi saranno regolati con una piattaforma multi-canale e multi-lingua, tramite la quale si potrà ottenere il titolo sottoforma di Qr-code. Più in anticipo sarà prenotato l’accesso e minore sarà la tariffa da pagare.

Il tributo sarà applicato in via alternativa all’imposta di soggiorno, e quindi in particolare ai turisti che non pernottino in laguna, con specifiche esenzioni: oltre ai residenti all’interno del Comune, non dovrà pagare chi lavora nella città storica, studenti che frequentano scuole, proprietari di immobili, volontari e forze dell’ordine. Entro una certa soglia di presenze, non ancora fissata, saranno esentati dal pagamento, ma non dalla prenotazione, i residenti nella Città Metropolitana e nell’intero territorio regionale.

Controlli e (possibili) varchi

Al contempo, l’amministrazione sta studiando il sistema di controlli da mettere in campo a partire dal prossimo anno per verificare l’effettivo pagamento del tributo. Saranno effettuati da remoto, sulla base delle autocertificazioni compilate dai turisti in fase di prenotazione, ma anche tra campi e calli, con una ventina di controllori che saranno ‘sguinzagliati’ anche nelle isole minori, e potranno, in caso di irregolarità, elevare sanzioni da 50 a 300 euro. Non sono ancora previsti, ma non ci sono esclusioni in questo senso, varchi all’accesso della città, come ad esempio in stazione, ma comunque in un secondo momento.

Ora la Giunta comunale dovrà fissare un tetto giornaliero alle presenze, superato il quale il contributo di accesso subirà quasi di certo un aumento. Allo stesso tempo, però, non è escluso che in alcuni periodi possa essere ‘congelato’ il tributo per il solo accesso alle isole minori, o ridotto il suo costo per prenotazioni effettuate con largo anticipo.

Fonte : Today