Incarichi di Savoini pagati dalla Regione Lombardia, Pd: “Governo chieda chiarezza”

La nuova inchiesta pubblicata dal team Backstair di Fanpage.it, racconta degli incarichi pubblici di Matteo Savoini, l’esponente della Lega, indagato per corruzione internazionale, al centro della presunta trattativa con i russi e vicino all’ex vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale avrebbe ricevuto soldi pubblici dalla Regione Lombardia, presieduta dal leghista Fontana.

Anche se adesso nessuno nel Carroccio dichiara di conoscerlo o di aver avuto contatti con lui, dai documenti di cui è in possesso Fanpage.it emergono compensi occulti di cui gode l’uomo di Salvini, finito nel registro degli indagati per il Russiagate italiano: un compenso da 2600 euro al mese dalla società Fnm – Trenord e uno stipendio mensile pagato con i soldi pubblici del Pirellone per monitorare sulla correttezza della par condicio. E spunta anche un bonifico da 70mila euro dalla multinazionale Ernst&Young.

In pratica, a partire da giugno del 2018, nello stesso periodo in cui stava iniziando a trattare con i russi il maxi finanziamento per la Lega svelato lo scorso febbraio da L’Espresso, Savoini ha iniziato a percepire un compenso mensile di 2.600 euro da Fnm spa, colosso dei trasporti pubblici lombardi quotato in Borsa e amministrato da un altro leghista storico: l’ex parlamentare e già vice presidente regionale, Andrea Gibelli.

Dagli stessi documenti emerge che negli ultimi mesi Savoini ha potuto beneficiare di un’altra entrata rilevante: una consulenza da 71.400 euro pagata da Ernst & Young, multinazionale britannica della revisione contabile con quasi 250 mila dipendenti e sedi in tutto il mondo, dall’Italia alla Russia. Quello di Fnm non è l’unico pagamento ricevuto dall’ex portavoce di Salvini con i soldi dei cittadini lombardi: il leghista che fa avanti e indietro da Mosca è anche vice presidente del Corecom, l’autorità indipendente di Regione Lombardia che dovrebbe garantire il rispetto delle norme in materia di comunicazione e vigilare sulla libertà di informazione. Una poltrona che vale 2.594 euro lordi al mese, che Savoini occupa ininterrottamente dal 2013 grazie ai voti dei consiglieri regionali leghisti.

Un altro documento pubblicato da Fanpage.it mostra infine come l’ex portavoce di Salvini anche quest’anno abbia versato il suo obolo alla Lega, proprio come fanno a cadenza regolare parlamentari e politici vari del Carroccio: 400 euro con un bonifico datato il primo marzo 2019, quando il Russiagate era già esploso.

Le reazioni del Pd

“Perché Gianluca Savoini continua a ricevere lauti stipendi pubblici da enti e società riconducibili alla Regione Lombardia? Le rivelazioni dell’inchiesta di Fanpage sono inquietanti e gravi. Il nuovo governo, i ministri competenti chiedano chiarezza alla Regione e al presidente Fontana”. Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

“Secondo le rivelazioni di Fanpage, Savoini continua a ricoprire – prosegue Anzaldi – l’incarico di vicepresidente del Corecom Lombardia, con una paga di 2.600 euro mensile. Stessa cifra l’ex portavoce di Salvini, indagato per corruzione internazionale nell’indagini sui presunti fondi russi alla Lega, la riceve da Trenord, l’azienda regionale dei trasporti ferroviari della Regione Lombardia, per un totale di oltre 66mila euro. A questi soldi pubblici si aggiunge una consulenza privata da 71mila euro della società internazionale Ernst&Young, di cui non viene spiegata l’origine. Si tratta in totale di 137mila euro, secondo quanto calcolato e verificato da Fanpage. Nella Lega ora fanno tutti a gara a dire di non conoscere Savoini, compreso lo stesso Salvini, ma il legame con il partito di Via Bellerio è sempre più chiaro e continua anche con il procedere dell’inchiesta della Procura di Milano dopo l’incontro all’hotel Metropol di Mosca. A parole Salvini prende le distanze ma nei fatti continua a garantire a Savoini un lauto stipendio: perché?”.

Fonte : Fanpage