Inflazione senza freni: +8%, al top dal 1986

Continua ad accelerare l’inflazione: secondo le stime dell’Istat relative al mese di giugno 2022, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’1,2% su base mensile e dell’8,0% su base annua (da +6,8% del mese precedente). L’Istituto di Statistica rileva che in un quadro di diffuse tensioni inflazionistiche, l’ulteriore accelerazione della crescita su base tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +42,6% di maggio a +48,7%) e in particolare degli Energetici non regolamentati (da +32,9% a +39,9%; i prezzi dei Beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +64,3%), e dall’altra a quelli dei Beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,2%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,4% a +5,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +7,2%).

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“L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +3,2% a +3,8% e quella al netto dei soli beni energetici da +3,6% a +4,2%. Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +9,7% a +11,4%) sia quelli dei servizi (da +3,1% a +3,4%); si ampia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -6,6 di maggio a -8,0 punti percentuali) aggiunge l’Istat.

Inflazione al top dal 1986

Un’impennata come questa non si vedeva dal gennaio del 1986, quando fu pari a +8,2%. “Le tensioni inflazionistiche – commenta l’Istat – continuano a propagarsi dai Beni energetici agli altri comparti merceologici, nell’ambito sia dei beni sia dei servizi. Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1996 e da giugno 1996. Al contempo, l’accelerazione dei prezzi degli Alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto ‘carrello della spesa’ (+8,3%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%)”. A giugno sale il costo del carrello della spesa. Stando ai dati provvisori sui prezzi al consumo diffusi oggi dall’Istat accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +6,7% a +8,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +6,7% a +8,4%).

“Pesano energia, trasporti e alimentari”

“L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto a diverse componenti e in particolare ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+6,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli Alimentari lavorati (+1,7%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,3%) e dei Beni non durevoli (+0,7%) – spiega l’Istituto di statistica – L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +6,4% per l’indice generale e a +2,9% per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra un aumento su base mensile dell’1,2% e dell’8,5% su base annua (da +7,3% nel mese precedente)”.

Ennesima stangata sui consumatori

“Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° luglio la bolletta dell’elettricità salirà dello 0,4% mentre quella del gas resterà stabile. Bene, il mancato aumento è una buona notizia, ma è solo un miraggio. Continuano a pesare, infatti, i rialzi record dei trimestri precedenti. Insomma, le bollette restano da infarto e continuano a mandare in tilt i bilanci di troppe famiglie”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Secondo lo studio dell’Unione nazionale consumatori, infatti, i prezzi dell’elettricità aumentano dell’81,3% rispetto al terzo trimestre 2021, mentre quelli del gas si impennano del 46%.

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“Questo significa che la bolletta della luce di questo trimestre salirà di 127 euro nel confronto con il corrispondente periodo dello scorso anno, passando, per la famiglia tipo, da 155 a 282 euro. Per il gas, invece, essendo spenti i caloriferi in tutta Italia, il rincaro per fortuna resta privo di effetti”, prosegue Dona. “Chiediamo di sapere se il 40% del contributo di chi ha fatto extraprofitti è stato versato davvero come previsto entro oggi e a quanto ammonta. Quei soldi vanno subito destinati per un nuovo intervento sulle bollette che non solo stanno dissanguando le famiglie quando le pagano, ma stanno avendo pericolosissimi effetti moltiplicativi sui prezzi e l’inflazione”, conclude Dona.

Fonte : Today