Il leader cinese delle batterie rischia di fare la fine di Alibaba

Nel corso degli anni Zeng si è guadagnato la reputazione di imprenditore con grandi competenze sia nel settore delle batterie che nella gestione aziendale. Quando nei primi anni Duemila acquistò un brevetto statunitense per le batterie dei telefoni cellulari, si dedicò al miglioramento del design, racconta Lei Xing, ex direttore di China Auto Review. Quando Bmw scelse Catl come fornitore di batterie, è stato Zeng a leggere riga per riga le ottocento pagine di condizioni, secondo Yunfei Feng, ricercatore associato della Imd Business School.

L’attenzione di Zeng ai dettagli tecnici ha avuto un ruolo fondamentale. Quando Catl ha iniziato a produrre batterie per auto, era un’altra azienda cinese, Byd, a essere considerata il leader del mercato. Crescendo, tuttavia, Catl ha fatto valere la sua supremazia tecnica. All’epoca, Byd utilizzava batterie al litio-ferro-fosfato, mentre Catl usava una combinazione di nichel, manganese e cobalto, o Nmc: “L’Nmc aveva un’autonomia maggiore“, spiega Xing. E quando nel 2015 la Cina ha introdotto i sussidi per i veicoli elettrici, queste batterie hanno ricevuto maggiore sostegno: “Questo ha avvantaggiato enormemente Catl“, aggiunge Xing.

I ruolo delle sovvenzioni cinesi

Le sovvenzioni sono state una parte cruciale del successo di Catl e molti analisti indicano il piano Made in China 2025 del governo come la chiave per spiegare l’evoluzione dell’azienda. La strategia è stata concepita per dare impulso ai settori strategici dell’alta tecnologia, compresi i veicoli elettrici. Tra il 2009 e il 2021, secondo una stima della China Merchants Bank International, sono stati erogati circa 100 miliardi di yuan (circa 14 miliardi di euro) in sussidi agli acquirenti di automobili. Di conseguenza, i consumatori cinesi hanno ricevuto agevolazioni fiscali per scegliere veicoli elettrici rispetto ai motori a combustione, a condizione però che i veicoli fossero dotati di batterie prodotte con celle cinesi. Questo ha spinto la domanda delle batterie di Catl non solo tra i produttori cinesi, ma anche tra le aziende internazionali che cercavano di entrare nel redditizio mercato cinese.

Sostenuto dalle sovvenzioni, Zeng si è dedicato a raccogliere fondi in modo che l’azienda potesse investire nella sua catena di approvvigionamento e in ricerca e sviluppo. Tra il 2015 e il 2017, Catl ha raccolto oltre 2 miliardi di dollari in capitale proprio prima di quotarsi in borsa nel giugno del 2018, come riferisce Kevin Shang, analista di ricerca presso il team globale di stoccaggio dell’energia di Wood Mackenzie. “Sono stati in grado di investire nell’intera catena di approvvigionamento, dall’estrazione mineraria alla produzione dei materiali, alla fabbricazione delle celle delle batterie e persino al riciclaggio“.

Fonte : Wired