Dal primo luglio scatta l’obbligo di fattura elettronica per i forfettari

Dal primo luglio 2022 scatterà la prima fase dell’obbligo di fattura elettronica nel regime dei forfettari, ovvero quel regime fiscale che riguarda le partite Iva individuali e prevede quindi alcune semplificazioni fiscali e contabili. Il 30 giugno scade infatti l’esonero generalizzato che aveva finora concesso a professionisti, ditte e lavoratori autonomi che applicano la flat tax di limitarsi alla classica fatturazione cartacea, esimendosi dall’utilizzare quella elettronica. Quella che parte dal primo luglio è invece la fase 1 di un piano pensato per estendere il regime di fatturazione elettronica a tutti i soggetti passivi stabiliti o residenti nel territorio dello Stato italiano. 

Anche se scatterà il primo luglio, l’obbligo non sarà ancora per tutti. Fino alla fine del 2023, potranno restarne fuori le partite Iva che nel 2021 hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 25mila euro (ragguagliati ad anno). Le partite Iva al di sotto di tale soglia potranno continuare a emettere la fattura analogica come fatto finora, senza quindi passare ancora al Sistema di interscambio dell’agenzia delle Entrate. Nel caso contrario in cui sia stata superata la soglia dei 25 mila euro, bisognerà immediatamente attrezzarsi e prendere confidenza con il servizio “Fatture e corrispettivi” dell’agenzia.

Ovviamente, la verifica sui ricavi deve anche tenere conto del regime applicato nel 2021. Le partite Iva che già allora si trovavano in regime forfettario e che applicavano il regime di contabilità semplificata devono utilizzare il criterio di cassa, guardando specificatamente ai compensi percepiti. Le partite Iva che, invece, applicavano il regime ordinario devono rilevare i 25 mila euro utilizzando il principio di competenza, che a differenza del principio di cassa che considera solo i costi e i ricavi per cui ci sia stata manifestazione finanziaria, impone di registrare le transazioni indipendentemente dal momento in cui avvengono i pagamenti.

È inoltre previsto un temporaneo salvagente per eventuali sanzioni: per il terzo trimestre dell’anno, ovvero luglio, agosto e settembre, la fattura potrà essere emessa entro il mese successivo dall’effettuazione dell’operazione, che sia una vendita di beni o una prestazioni di servizi. In seguito, subentrerà il regime della fattura immediata, che andrà quindi emessa entro il dodicesimo giorno successivo a quello dell’operazione. 

Con questi criteri a mente, le novità dovrebbero riguardare nell’immediato circa 800 mila contribuenti, che potenzialmente potrebbero diventare 2 milioni nel corso dei prossimi anni. 

Fonte : Wired