Marcos Jr si insedia rivendicando l’eredità di suo padre

A Manila il giuramento del nuovo presidente con il ritorno al palazzo di Malacanang insieme alla madre Imelda. Nel nuovo governo terrà per sé il dicastero dell’Agricoltura e nel dicorso inaugurale ha attaccato i meccanismi del commercio globale. Di Duterte ha elogiato lo sviluppo nelle infrastrutture, ma ha ammesso gli errori nella lotta al Covid.

Manila (AsiaNews) – Trentasei anni dopo la rivoluzione pacifica del People Power, la famiglia Marcos è tornata ufficialmente oggi al palazzo di Malacanang, la residenza del presidente delle Filippine. Lo ha fatto con l’insediamento ufficiale di Ferdinand Bongbong Marcos, il figlio dell’ex dittatore che guidò il Paese fino al 1986, eletto con oltre il 58% dei consensi nelle elezioni tenutesi il 9 maggio.

Marcos Jr ha prestato giuramento al National Museum di Manila, con in prima fila la madre, l’ormai 92enne Imelda Marcos, in una cerimonia in cui il nuovo presidente – pur appellandosi all’unità di tutto il Paese e invitando a “guardare più al futuro che al passato” – non ha mancato di rivendicare l’eredità di suo padre. “Ho conosciuto un uomo – ha detto – che aveva visto quanto poco fosse stato realizzato dopo l’indipendenza. In una terra di persone con un grande potenziale, eppure povere. Lui si è dato da fare. A volte con il sostegno necessario, a volte senza. Così farà suo figlio. Non sentirete scuse da parte mia”.

Quanto al suo programma nel discorso inaugurale Marcos Jr ha posto l’accento in maniera particolare sull’agricoltura – dicastero che almeno in questa prima fase guiderà personalmente nel governo insediatosi oggi con lui. Il presidente ha criticato duramente i meccanismi internazionali dei mercati agricoli, che stanno mostrando i loro limiti nella crisi alimentare innescata dalla guerra in Ucraina. “I più vulnerabili – ha osservato – sono i Paesi più lontani dal conflitto, quelli che non hanno avuto alcuna colpa nel provocarlo. Eppure, sono quelli che corrono il rischio maggiore di morire di fame. Anche se gli aiuti finanziari venissero versati – e non lo sono mai – non c’è nulla da comprare. Il cibo – ha proseguito – non è solo un bene commerciale. È un imperativo esistenziale e morale. L’autosufficienza alimentare deve ottenere il trattamento preferenziale che i Paesi ricchi hanno sempre riservato ai loro settori agricoli”.

Altro tema chiave la scuola, ministero affidato alla vice-presidente Sara Duterte, figlia del presidente uscente. Marcos Jr. ha invocato un ripensamento dei contenuti e dei metodi di insegnamento. “Non sto parlando di storia – ha precisato, alludendo alle polemiche sulla memoria degli anni della dittatura di suo padre -. Mi riferisco alle basi, alle scienze, alle competenze professionali. Stiamo condannando il futuro della nostra gente a occupazioni umili all’estero, per poi essere sfruttati dai trafficanti”.

Sulla sanità ha ammesso le carenze dell’amministrazione Duterte nella risposta al Covid-19: “Le risolveremo alla luce del sole. Niente più segreti nella sanità pubblica”, ha promesso. Al presidente uscente ha invece riconosciuto di aver costruito infrastrutture “più e meglio di tutte le amministrazioni succedute a mio padre”. Nessuna parola, invece, nel discorso inaugurale sulla contestata “guerra alla droga” che negli anni della presidenza Duterte ha lasciato dietro di sé oltre 6mila morti.

Il tema del cambiamento climatico – con i tifoni che nelle Filippine mietono sempre più vittime – è stato, infine, l’occasione per un ulteriore affondo nei confronti dell’Occidente: “Il mondo ricco parla molto ma fa molto meno rispetto a chi ha meno ma ha subito più morti e distruzione – ha detto -. Ci rivolgeremo ai nostri partner e amici per aiutare le Filippine che, pur avendo un’impronta di carbonio molto ridotta, sono più a rischio. Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte: siamo il terzo inquinatore di plastica al mondo. Non ci sottrarremo a questa responsabilità, faremo pulizia”, ha promesso il nuovo presidente.

Fonte : Asia