Sparatoria fuori dalla discoteca all’Eur, assolto uno dei due giovani a processo


Assolto perché il fatto non costituisce reato: è la sentenza pronunciata dai giudici della settimana sezione collegiale del tribunale di Roma nel processo a carico di F.G., il 37enne romano accusato di concorso in tentato omicidio per la sparatoria avvenuta all’esterno del Room 26, nota discoteca in zona Eur, nel febbraio del 2017.

F.G., assistito dagli avvocati Armida Decina e Paolo Salice, era finito a processo con l’accusa di avere accompagnato in macchina L.F., l’uomo che aveva sparato, nella sua spedizione punitiva. Quest’ultimo era stato già condannato a 8 anni di carcere con il rito abbreviato, mentre F.G. aveva scelto l’ordinario.

I fatti risalgono alla notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2017. Il locale, molto frequentato dai giovani della Capitale, è gremito per una festa di Carnevale. All’interno c’è anche L.F., all’epoca 26 anni, arrivato con alcuni amici: poco dopo essere arrivato, forse “su di giri” a causa dell’alcol, aveva iniziato a disturbare i clienti e a diventare molesto, ed erano così intervenuti i buttafuori per accompagnarlo fuori. Ne era nata una rissa culminata poi con l’arrivo di una volante della polizia, che aveva allontanato il giovane. Meno di un’ora dopo però il ragazzo era tornato, questa volta armato di pistola, e dopo essersi appostato nei pressi dell’obelisco di piazzale Marconi aveva iniziato a sparare verso i bodyguard all’ingresso del locale, ferendo quattro clienti che stavano uscendo dalla discoteca, uno dei quali in modo grave.

L.F. era stato rintracciato e fermato il giorno dopo, e agli stessi poliziotti aveva confermato di avere agito per vendetta contro i buttafuori. F.G., all’epoca 32enne, era stato invece denunciato perché ritenuto complice nell’agguato: secondo gli investigatori era lui al volante dell’auto su cui era arrivato, e poi fuggito, l’uomo che aveva sparato.

Accusato di concorso in tentato omicidio, per lui il pm aveva chiesto 8 anni (la stessa pena emessa per L.F.). Lo scorso 24 giugno è stato assolto: “Dopo un lungo processo e un’articolata istruttoria siamo riusciti a dimostrare che il nostro assistito non guidava l’auto da cui scese lo sparatore – è stato il commento degli avvocati Decina e Salice – Spiace per i ragazzi che sono rimasti feriti per questo atto di cieca violenza, ma il nostro assistito non poteva pagare per un reato non commesso”.

Fonte : Roma Today