Ad Albano 8mila persone hanno partecipato al Lazio Pride

Circa 8.000 le persone che sabato 25 giugno hanno preso parte al Lazio Pride organizzato ad Albano. Un evento che, spiegano gli organizzatori, è servito per dare una risposta a chi nega i diritti delle persone Lgbt+ e a chi commette azioni di odio e bullismo. 

La storia del Pride in provincia è iniziata nel 2016 a Latina, per poi riavvicinarsi a Roma facendo tappa a Ostia, infine Frosinone e Rieti. Dopo Albano, il 9 luglio l’evento si sposterà a Viterbo: “Con il Pride abbiamo lanciato un grido di libertà – le parole di Mattia Picca, portavoce – . Ci aspettiamo che i comuni dei Castelli Romani che non hanno concesso il patrocinio si adoperino per una concessione successiva, considerando la duplice edizione di quest’anno. Essere per il Pride significa essere dalla parte dei diritti. I Pride vengono negati solo in paesi autoritari come, ad esempio, la Russia”.

Durante il corteo di Albano sono state ricordate le vittime di transfobia come Cloe Bianco, 58 anni, ex insegnante che si è data fuoco nel suo camper  in Veneto, discriminata per la sua scelta di andare a scuola in abiti femminili. “Proprio 50 anni fa è iniziato tutto grazie a Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson – aggiunge Alice Castri del Lazio Pride – due donne trans che hanno dato il via ai Moti di Stonewall. Il fiume di gente accorsa ad Albano Laziale fa capire quanto sia necessario portare il Pride in provincia. Viterbo attende da anni di poter ospitare la manifestazione e finalmente il 9 luglio ci vedremo in piazza per la settima edizione”. 

Diversi gli esponenti politici che hanno preso parte al corteo. Oltre al sindaco del comune dei Castelli, Massimiliano Borelli, hanno aderito l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, la consigliera della Città Metropolitana Tiziana Biolghini e la consigliera regionale Marta Bonafoni. Anche il Pd Lazio, per voce del senatore e segretario Bruno Astorre, ha aderito alla settimana di iniziative organizzate ad Albano. 

Fonte : Roma Today