Ecco i robot più piccoli mai inventati (e a cosa servono)

Cammina, può essere telecomandato a distanza, ma si fa fatica a vederlo a occhio nudo. Si tratta dell’attuale detentore del titolo di robot semovente e controllabile a distanza più piccolo mai costruito: un microscopico granchietto con un diametro di appena mezzo millimetro, sviluppato nei laboratori della Northwestern University. A cosa serve? Al momento, a dire il vero, a nulla. In futuro però robot del genere potrebbero effettuare riparazioni in spazi irraggiungibili da essere umani e strumenti di dimensioni normali; potrebbero assistere i chirurghi nelle operazioni più delicate; somministrare farmaci all’interno del corpo umano, direttamente nei tessuti che ne hanno più bisogno. Non è un caso, allora, se nel campo della robotica la miniaturizzazione sta diventando un’autentica ossessione: più piccoli i robot diventano, più nascono nuovi, potenziali, campi di applicazione. Con il bonus aggiuntivo che dispositivi così piccoli sono anche molto più resistenti a danni e incidenti, e relativamente economici da costruire.

Il campo tutto sommato è ancora agli inizi, e nessun robot microscopico è ancora pronto per entrare in azione, o per essere lanciato sul mercato. Le sfide da risolvere perché compiano questo salto nel mondo reale sono sostanzialmente due, come spiega su The Conversation l’esperto di computer science Joao Filipe Ferreira. Per prima cosa, l’alimentazione: non esistono batterie di dimensioni sub-millimetriche, e quindi i mini robot dovrebbero trovare il modo di fare a meno dell’energia, o utilizzare qualche forma di alimentazione wireless. Similmente, è impossibile miniaturizzare un computer al punto da poterlo montare su un robot millimetrico, e quindi – ancora una volta – i minirobot devono fare a meno di programmi complessi che li renderebbero più facilmente autonomi. Detto questo, le ricerche continuano a progredire spedite e presto – Ferreira ne è certo – i robot microscopici passeranno dallo stadio di proof of concept ad un utilizzo commerciale. Vediamo quali sono i modelli più promettenti, e qualcuno dei più bizzarri, sviluppati negli ultimi anni.

Un granchio robot

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Fonte : Wired