La storia infinita della strada abusiva che “ingabbia” un quartiere di Roma sud

Gli abitanti di Vitinia aspettano di essere collegati con il resto di Roma da mezzo secolo, ma la burocrazia glielo impedisce tenendoli ostaggio di un quartiere nato male, disordinatamente e in maniera parzialmente abusiva. Come una delle poche strade d’accesso, via Lago Santo, strada privata aperta al pubblico transito che porta a via di Mezzocammino. Il tema è approdato per l’ennesima volta in una commissione capitolina, quella urbanistica.

Stavolta a esporre il problema è stato Giuseppe Montoro, presidente del comitato di quartiere: “Via Lago Santo è a doppio senso, ma è stata realizzata senza titoli edilizi – ricorda il residente – ed è più stretta del necessario, oltre ad avere una pendenza che arriva al 30%. Una carreggiata è completamente sconnessa e gli interventi pubblici sono rari, perché non è acquisita al patrimonio pubblico”. 

Realizzata negli anni ’50, mai via Lago Santo è passata in mano al comune e quindi al municipio. Il motivo? Non rispetta i requisiti minimi di sicurezza e struttura. Questo però fa sì che per i cittadini di Vitinia sia veramente problematico entrare e uscire dal quartiere, anche perché i collegamenti del trasporto pubblico sono pressoché inesistenti: c’è solo il trenino della Roma-Lido. Nessun mezzo superiore alle 3,5 tonnellate può percorrere via Lago Santo. “Ci sono poi altri due accessi su via Ostiense, entrambi da via Copparo”. Ma comunque l’autobus di lì non passa. Tutto ciò che hanno ottenuto a Vitinia è una circolare, la 09. Per andare altrove meglio il mezzo privato. 

L’ambizione da parte del comitato di quartiere è quella che, dopo anni di interlocuzioni, scambi di opinioni, cambi di amministrazione, pareri e rimpalli di competenze, Roma Capitale trovi lo strumento urbanistico utile e necessario per voltare pagina e sfruttare anche l’occasione della strada per dotare Vitinia anche di un parco pubblico: “Il Prg ha inserito Vitinia tra le zone da rivedere  – ricorda Montoro – . Via di Lago Santo è negli elaborati che definiscono i confini del programma integrato numero 7. Utilizzando gli strumenti urbanistici esistenti, potrebbe essere realizzato un nuovo tracciato sui terreni privati circostanti, attraverso un meccanismo di compensazione prima ancora di ricorrere ai lunghi tempi per gli espropri. Il Cdq chiede di affrontare la situazione dando un orizzonte temporale realistico, nel quale l’amministrazione si impegna alla risoluzione del problema che coinvolge Vitinia. Ci aspettiamo una presa di posizione per arrivare a dama”.

Durante la commissione è intervenuto il direttore del IX municipio, Giacomo Guastella: “Da quanto è stato possibile ricostruire, gli atti della precedente amministrazione partono nel 2018 – fa sapere – quando la giunta inviò una richiesta all’allora direttore di direzione tecnica, l’ingegner Valter Palumbo, per acquisire al patrimonio la strada. Ma la risposta, ovviamente fu negativa: prima di tutto perché non è il municipio a poterlo fare e in seconda battuta perché la strada non è conforme alle disposizioni del codice della strada. Poi a maggio 2021 è stata votata una risoluzione diretta al presidente di municipio e indirettamente alla sindaca, successivamente a giugno l’assessora Linda Meleo fece sapere che il dipartimento Simu non aveva competenze, quando noi pensavamo lo fosse, specificando che invece da coinvolgere era il dipartimento mobilità e trasporti. Cosa sia avvenuto dopo non lo so, è cambiata l’amministrazione, sono cambiati i direttori. Il processo per arrivare all’acquisizione è elaborato, ci vuole un esproprio ma dev’essere legato ad un progetto che specifichi i costi per l’esproprio e per l’adeguamento della sede viaria, che è da allargare”. I cittadini di Vitinia, nel frattempo, aspettano. 

Fonte : Roma Today