Alexa parlerà con la voce di chi è morto

Sul palco dell’annuale conferenza di Amazon re:Mars – la conferenza dedicata ai temi dell’Automazione, della Robotica e dello Spazio in corso a Las Vegas – un dirigente responsabile per lo sviluppo di Alexa, Rohit Prasad, ha mostrato un breve video per illustrare una novità per le funzionalità dell’assistente personale di Amazon: un bambino chiede ad Alexa di leggere la favola della buonanotte con la voce della nonna defunta. L’obiettivo, ha detto Prasad, è “far durare i ricordi” dopo che “così tanti hanno perso qualcuno che amano“ durante la pandemia o per altri motivi.

Amazon insomma vuol fare in modo che Alexa imiti la voce di chiunque con solo un minuto di audio necessario per farle “imparare” a parlare come amici, parenti e conoscenti, anche scomparsi.

Alexa, l’assistente personale presentata da Amazon nel 2014 e oggi diventata onnipresente in tutti i prodotti e servizi dell’azienda (che sta progettando di mandarla nello spazio entro la fine dell’anno, a boro di Orion come dimostrazione per la Nasa della missione Callisto I), sta diventando sempre più intelligente. Ma non “così” intelligente da sbagliarla per una persona. Tranne quando Alexa viene addestrata per imitarla. 

L’esempio scelto – la voce della nonna che parla dall’oltretomba – è forse un po’ lugubre, ma l’idea di fondo è quella: Amazon vuole dare ai suoi clienti la possibilità di far parlare Alexa come qualsiasi persona di cui si abbia almeno un minuto di voce registrata.

La nuova funzionalità, che Amazon ha annunciato nelle scorse ore a Las Vegas ma non ha ancora dichiarato quando verrà rilasciata, va in controtendenza rispetto a quanto stanno facendo gli altri big della tecnologia. Microsoft, ad esempio, preoccupata per potenziali abusi, ha deciso di ridurre il numero di clienti (prevalentemente aziende) che possono utilizzare una funzione analoga sul suo software di sintesi vocale. Se l’idea è nobile, ad esempio aiutare le persone con problemi di parola ad esprimersi con più fluidità, c’è il timore che una tecnologia di questo tipo possa essere usata anche per creare deepfake politici o semplici truffe.

Amazon sta seguendo una strategia che mira a rendere Alexa uno strumento di ”democratizzazione dell’intelligenza artificiale“, rendendola disponibile per gli utenti finali ma anche per le piccole aziende, che possono creare delle funzionalità aggiuntive (skill) legate ai propri prodotti e servizi senza dover sostenere i costi di sviluppo di sistemi sofisticati come Alexa. 

L’immagine del bambino che chiede ad Alexa di leggergli la favola (il Mago di Oz) con la voce della nonna e sentire un attimo dopo l’assistente digitale che cambia voce e si “trasforma” in una voce che possiamo immaginare sia proprio quella della nonna defunta ha scatenato un applauso nella sala dell’hotel Aria di Las Vegas quando è stata mostrata. Un “miracolo” della tecnologia molto emotivo e forse troppo lugubre ma certamente uno dei possibili futuri che si stanno concretizzando.

Fonte : Repubblica