Rise: La Vera Storia di Antetokounmpo è l’epopea di una famiglia

Una separazione straziante anticipa la partenza dalla Nigeria alla Turchia dei due coniugi Antetokounmpo, che lasciano il loro primogenito appena nato alle cure dei nonni per imbarcarsi in un viaggio tormentoso che li condurrà fino in Grecia, dove la loro condizione di clandestini li obbliga a vendere cianfrusaglie ai turisti tra le strade di un’europa sempre più chiusa ai flussi migratori. Questa vita che galleggia sull’indigenza non riesce però a spezzare le speranze di Veronica e Charles, i quali crescono con tenacia i loro figli alimentandoli col mito della rivincita e della preghiera, nonostante tutte le avversità incontrate lungo il cammino. Dopo lunghi anni trascorsi all’ombra della giustizia che li avrebbe estradati, il “piccolo” Giannis sfonda nel mondo del basket venendo selezionato nel Draft NBA del 2013, arrivando a vincere il campionato nel 2021 con tanto di nomina ad MVP delle Finals.

La sua partenza per gli Stati Uniti permette alla famiglia di lasciare la povertà assoluta nella quale viveva in Grecia, e nel benestare a stelle e strisce fiorisce la famiglia Antetokounmpo, la quale può oggi vantare ben tre campioni NBA, perché Giannis e Thanasis vincono insieme quel titolo che aveva già ottenuto il loro fratellino Kostas l’anno precedente. La storia formidabile di questa famiglia viene raccontata dalla Disney con il film Rise (uno dei titoli che abbiamo inserito nei film Disney più attesi del 2022, in uscita tra i film Disney+ di Giugno 2022) ed è stato emozionante rivivere insieme a loro e al cast un’epopea difficile e a tratti disperata, ma chiusa con un lieto fine che è d’ispirazione per chiunque.

Un film sull’unità della famiglia

Il concetto che ha guidato lo sviluppo della pellicola, fin dalle sue origini nel 2018, è quello di un’opera concentrata sulla famiglia, dove il fattore sportivo è secondario al vero fulcro della narrazione, come racconta lo sceneggiatore Arash Amel. L’autore iraniano ha avuto la sua buona dose di migrazioni nel corso della vita, passando dalla patria al Galles per arrivare in America, quindi capisce bene le difficoltà incontrate durante i viaggi degli Antetokounmpo ed è rimasto affascinato dalla loro caparbietà.

Ben più che affascinato è invece il regista Akin Omotoso, che descrive il desiderio ossessivo di creare questo film attraverso le pressioni fatte al suo agente. L’amore viscerale che lo unisce agli Antetokounmpo parte proprio dal Draft del 2013, perché il director è un grande appassionato dell’NBA e soprattutto dei giocatori africani, per questo ha conosciuto Giannis e la sua storia nel momento della scelta fatale dei Bucks, convincendosi fin da subito che “se mai dovessi fare un film sul basket nella mia carriera, parlerà di loro”, e la Disney ha di fatto coronato un suo sogno.

L’odissea degli Antetokounmpo è ormai di dominio pubblico, essendo diventati gli unici tre fratelli vincitori dell’NBA: Giannis ha scelto di raccontarla in questo momento perché dalla narrazione generalista si evince soltanto il fattore sportivo, vengono fatti i nomi di Kostas, Thanasis ed il suo, mentre è lasciato nell’ombra il ruolo centrale assunto dai loro genitori, che sono i veri protagonisti di questa favola moderna.

Caparbietà e miracoli

La dipartita di Charles gli ha impedito di godere del successo stratosferico dei suoi figli, ma l’uomo era orgoglioso di loro anche quando erano solo dei goffi ragazzoni che giocavano a calcio. Veronica, la madre dei campioni, si commuove ripensando alle difficoltà subite in passato, e avrebbe preferito che la Disney insistesse di più sul fattore educazione nel racconto, perché insieme a suo marito ha sacrificato molto per permettersi di mandare i figli a scuola.

Ad interpretare Charles Antetokounmpo c’è Dayo Okeniyi, che – proprio come il regista del film – appena ha saputo dell’esistenza del progetto Rise si è impegnato con estrema passione per farne parte, ammaliato dalla storia di queste divinità greche e dei loro genitori. Il suo orgoglio ha subito un duro colpo quando ha saputo che non era in lizza per il ruolo dei suoi sogni, perché Giannis sarebbe stato un ragazzino nella pellicola, però lui poteva interpretare suo padre. “Sono a questo punto della mia carriera, evidentemente!” afferma ridendo, prima di passare la parola ai protagonisti del film, Uche e Ral Agada.

L’importanza dei fratelli

Uche è calato nell’infanzia dell’Alfabeto Umano, un idolo per qualunque ragazzino abbia mai sfiorato la palla a spicchi, raccontando dell’assurdità del casting per il film che segna il suo debutto nel cinema. Giannis condivise un post su Instagram per informare il mondo che la Disney stava lavorando ad un film sulla sua storia e che erano alla ricerca di volti nuovi per interpretare lui e i suoi fratelli: Uche inviò la video-candidatura quasi per gioco, per questo non riuscì a capacitarsi dell’accaduto quando venne ricontattato dopo diversi mesi.

Il cast non era ancora completo, quindi propose suo fratello per il ruolo di Thanasis, ricevendo ancora un’opportunità dalla Disney. Dopo lo scrutinio degli addetti ai lavori, i due Agada si sono riuniti sul set per interpretare Giannis e Thanasis, sorprendendosi di quanto fosse facile lavorare al progetto non essendo obbligati a fingere un rapporto familiare che era già presente. Inizialmente il film doveva chiamarsi The Greek Freak, un altro soprannome del diamante dei Bucks, ma lo stesso Giannis ha rifiutato l’idea perché quella era la storia di una famiglia intera, non soltanto la sua. Successivamente è stato Alex a proporre Rise come titolo, un nome calzante per una pellicola che punta ad ispirare chi si trova in difficoltà, incitandolo ad impegnarsi e a stringere i denti, perché i miracoli sono alla portata di tutti coloro che li desiderano davvero.

Fonte : Everyeye