L’intelligence open source sta cambiando la guerra

Lo studioso britannico Matthew Ford, coautore di un libro di prossima pubblicazione sull’impatto delle infrastrutture informatiche e dei dispositivi connessi sui conflitti militari convenzionali, definisce questo fenomeno “guerra radicale“.

Secondo Ford l’alto livello di connettività mobile tra gli ucraini e l’assenza di video sui combattimenti ripresi da smartphone e videocamere, soprattutto nelle prime fasi della guerra, suggeriscono che potrebbe essere in corso un’efficace operazione di informazione: “Senza dubbio gli ucraini temono che queste immagini possano svelare le loro tattiche, tecniche e procedure“, racconta Ford. È possibile, quindi, che gli ucraini si stiano semplicemente auto-censurando.

Le piattaforme di social media e i telefoni cellulari rappresentano anche un moltiplicatore di forze per le potenze militari tradizionalmente più deboli, come l’Ucraina, soprattutto quando si tratta di coordinare la raccolta di informazioni finalizzata al targeting, ovvero l’individuazione degli obiettivi. “Oggi le informazioni sul targeting vengono scambiate online – dice Ford –. Su Telegram sono state celebrate le uccisioni di obiettivi. Sono stati creati dei chatbot che aiutano gli ucraini a condividere le coordinate dei bersagli con i loro smartphone. L’identificazione degli obiettivi non coinvolge complessi sistemi militari, ma parte dalle infrastrutture informatiche civili“.

Secondo Ford, l’invasione russa dell’Ucraina non rappresenta solo la prima guerra convenzionale su suolo europeo del ventunesimo secolo, ma è anche il conflitto “più connesso digitalmente della storia.”Se gli ucraini riescono a sfruttare le informazioni di intelligence più rapidamente dei russi, possono usare la loro limitata potenza di fuoco a distanza, l’artiglieria, i droni e forse anche i missili o le forze aerea in modo efficace“, aggiunge.

Il paradosso della competenza

Quando la Russia ha dato inizio all’invasione dell’Ucraina alla fine di febbraio, secondo gli Stati Uniti, i suoi alleati e la stessa Russia le forze ucraine partivano con uno svantaggio asimmetrico nei confronti del ben equipaggiato e brutale esercito russo. I funzionari statunitensi si aspettavano che il paese sarebbe caduto in pochi giorni. Tuttavia, nonostante l’efficacia degli Stati Uniti nel prevedere le intenzioni e i piani della Russia, le prospettive dell’Ucraina sono state valutate in modo errato dalle agenzie di intelligence del paese, che sono attualmente oggetto di una revisione interna.

Di fronte all’assalto delle forze armate russe, è possibile che la resistenza militare opposta dall’Ucraina abbia sorpreso gli stessi ucraini, sospetta Ford. Tuttavia, i giudizi errati relativi al supposto bilanciamento tra potenze cosiddette forti e deboli – e la conseguente sorpresa dal punto di vista strategico –  potrebbero diventare una costante nell’era dell’informazione. Prima del ruolo riconosciuto dei social media nell’alimentare le primavere arabe, o del contributo delle chiavette usb ai più recenti fallimenti del controspionaggio, le telecomunicazioni, le infrastrutture open source e la tecnologia di consumo a basso costo avevano già influenzato le valutazioni delle forze in campo da parte di attori statali e non.

Fonte : Wired