Ultraleggero precipitato sui binari dell’alta velocità, chiesta l’assoluzione per il pilota


La procura di Roma ha chiesto l’assoluzione per G.R. l’uomo che il 28 ottobre del 2017, pilotando un aereo ultraleggero decollato dall’aeroporto dell’Urbe, andò a schiantarsi sui binari dell’alta velocità che corrono di fianco a via Salaria.

L’uomo, oggi 52 anni, era stato rinviato a giudizio con l’accusa di disastro colposo. I fatti risalgono al pomeriggio di sabato 28 ottobre 2017, quando un P92JS – biposto dell’Aeroclub Roma – con a bordo pilota e istruttore era andato a schiantarsi sui binari della linea alta velocità Roma-Firenze, a poca distanza da un distributore di benzina.

Se fosse passato un treno avrebbe potuto trasformarsi in una strage, ma il bilancio dell’incidente era stato di soli due feriti, ovvero proprio il 52enne – ricoverato in codice giallo all’Umberto I – e l’istruttore, all’epoca 62 anni, che aveva invece riportato lesioni più serie ed era stato ricoverato al Gemelli in prognosi riservata.

Le indagini dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo avevano stabilito che l’incidente fosse da attribuire a un problema di propulsione registrato in fase di decollo in direzione Terni. Il pilota aveva deciso di rientrare all’Urbe, ma complice anche la velocità cui viaggiava (circa 130 km/h) l’ultraleggero aveva oltrepassato la pista ed era finito con la coda sui binari e il muso contro un albero. La difesa ha sempre sostenuto che l’aereo fosse in avaria, e che solo il sangue freddo del pilota aveva impedito che precipitasse in un punto pericoloso causando una strage. Il giudice ha rinviato il procedimento al 20 luglio per decidere sulla richiesta di assoluzione.

Fonte : Roma Today