Lazio, Sarri saldamente al timone. E per la porta in pole c’è Carnesecchi

Il campionato è ormai concluso, con il quinto posto finale. Il mercato, in casa Lazio, non sembra invece essersi mai fermato: una sorta di sottofondo costante, quello costituito dalle voci, ma anche dalle trattative che hanno accompagnato le settimane da febbraio in avanti, senza gli acuti che invece avrebbero dovuto caratterizzare la fase invernale della riapertura delle operazioni, come richiesto dal tecnico. Il traffico è intenso, perché tra chi sicuramente va (in particolar modo chi non ha trovato l’accordo per il prolungamento di un contratto in scadenza) e chi potrebbe arrivare, ci sono quelli che faranno ritorno alla base dopo parentesi più o meno lunghe legate ai prestiti.

Del primo gruppo fanno parte Luiz Felipe, Lucas Leiva e Thomas Strakosha. Per il primo si apriranno le porte della Liga Spagnola, sponda Betis Seviglia, mentre il secondo potrebbe anche proseguire la sua carriera italiana, visto che tra le possibilità contemplate c’è anche quella di raggiungere il suo ex tecnico Simone Inzaghi all’Inter. Per entrambi, cinque anni trascorsi in biancoceleste: la metà di quelli passati nella capitale da Thomas Strakosha, giunto da Atene appena diciassettenne, ed arrivato ai titoli di coda della sua esperienza laziale con lacrime, sincere, che sono un misto di riconoscenza e di affetto per quella maglia diventata, quest’anno, quella da titolare.

Il terzo gruppo, è quello più numeroso. E comprende anche chi, con ogni probabilità, è destinato a rimanere nella società con cui ha concluso la stagione iniziata a Roma. E’ il caso di Denis Vavro, nazionale slovacco, che sembra aver manifestato l’intenzione di restare a Copenhagen. Facile immaginare che stia per partire un balletto sulle cifre per rendere fattibile l’operazione riscatto, secondo un protocollo identico a quello applicabile a Vedat Muriqi. Che dopo una prima parte di stagione impalpabile in maglia biancoceleste, con il Maiorca ha terminato il campionato con cinque reti e tre assist all’attivo: cifre che inducono il club iberico a puntare su di lui e la Lazio a monetizzare nel miglior modo possibile la sua cessione. Non saranno i venti milioni circa dell’investimento iniziale, risalente all’estate del 2020, ma è comunque un modo per acquisire liquidità da destinare alla campagna di potenziamento.

Sul secondo, che maggiormente interessa il tecnico ed i tifosi, le piste seguite sono molte. L’ultimo in ordine di tempo porta a Victor Chust, prodotto della cantera del Real Madrid che ha già salutato Cadice e potrebbe essere la pedina volta a rinforzare il pacchetto arretrato, sebbene restino percorribili le strade che portano a Romagnoli e Casale, e devono essere ancora definite le situazioni relative a Patric (sempre in scadenza) ed Acerbi, sotto contratto ma corteggiato (specialmente dopo i dissapori primaverili con i tifosi). In porta c’è la corsia preferenziale che porta a Marco Carnesecchi, reduce dall’ottimo campionato a Cremona ma di proprietà dell’Atalanta, mentre sul fronte offensivo l’esperienza – breve – di Jovane Cabral nella capitale sembra destinata a concludersi.
Tre, intanto, sembrano le certezze: l’accordo con il tecnico Sarri, già confermato dal presidente Lotito con i dettagli che dovrebbero essere resi noti a breve, l’elevata valutazione di Milinkovic-Savic il quale partirà solo a fronte di un’offerta da top player, e la lunga lista di esuberi da piazzare. Che ripasseranno da Formello solo per un rapido stop and go, e migreranno verso altri lidi, alleggerendo organico e monte stipendi.

Fonte : Today