Nina Soldano, dagli esordi con Baudo e Arbore a Un posto al sole: “Marina Giordano? La mia amica amatissima”

“Una fetta di popolo mi conosce come Marina Giordano per una certa familiarità, ma poi c’è anche chi dice “è arrivata la dottoressa Soldano!” e io sono là che dico che no, io non sono laureata!”: Nina Soldano non ha bisogno di presentazioni. Per chi da 19 anni la conosce per l’iconico caschetto corvino, le movenze eleganti, il carattere deciso e pure fragile che caraterizza il suo personaggio,  protagonista indiscusso di Un posto al sole, ma anche per chi la riconosce per strada grazie alle tante esperienze professionali vissute colme di soddisfazioni. 

“Ho 32 anni di carriera alle spalle. Artisticamente sono nata nel 1982” ci dice nella telefonata che ha scandito il tempo di una pausa sul set della soap di Rai3. Si parte dai sogni di lei bambina che da sempre ha desiderato far parte del mondo dello spettacolo e dal ruolo fondamentale di una famiglia d’origine grazie alla quale ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza affascinanti; poi gli esordi con i fotoromanzi, l’incontro con Pippo Baudo, Renzo Arbore, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello e l’arrivo nel cast di Un posto al sole che definisce una famiglia, per lei come per gli affezionati telespettatori che ama profondamente e da cui viene ricambiata in uno scambio di affetto e riconoscenza riflesso anche sui social. 

Signora Soldano, in tv ha debuttato con Fantastico 6 nel 1985. Che ricordi ha di allora? 

“Il mio obiettivo era quello di far parte di questo mondo e il mio primo approccio, nei primissimi anni Ottanta, sono stati i fotoromanzi. Sono nata a Pisa, i miei genitori erano di Vieste e con loro ho girato il mondo. Mio padre era un pilota di aerei militari. Grazie al suo mestiere ho vissuto anche in Africa per tre anni. Un’infanzia e un’adolescenza bellissime. Sono arrivata a Roma e ho iniziato così, coi fotoromanzi. Poi sono entrata in un’agenzia cinematografica e ho cominciato a fare provini. Anche per cercare un’indipendenza e autonomia dalla famiglia ho preso una piccola casetta in affitto… Piccoli grandi conquiste, insomma. Dopo due anni, tramite l’agenzia è arrivato Fantastico nel 1985. E poi via via tutto il resto”. 
 
Quindi Indietro tutta nel 1987, dove debuttò interpretando Miss Sud accanto a Renzo Arbore. Com’è cambiata la tv nel corso degli anni?

“Ho ricordi belli, ricordi di una ragazza che entrava in questa scatola chiamata televisione con tanta voglia di fare e di imparare. In realtà la mia aspirazione era il cinema, poi è arrivata la tv e le sue emozioni fortissime: prima con Pippo Baudo, poi con Renzo Arbore che fino a tre, quattro anni prima io vedevo in tv da casa con i miei genitori. Era una bella Italia, una bella televisione. Diversa da quella di oggi, ma trovo che ogni periodo storico abbia il suo fascino”. 

Nel corso della sua carriera ha lavorato con registi come Enrico Maria Salerno, Riccardo Donna, Tinto Brass, Enrico Oldoni: quanto conta per un’attrice essere diretti da un bravo regista? Quanto dà l’uno all’altro e viceversa? 

“Per una ragazza giovane come ero io avere la fortuna di lavorare con registi importanti ti aiuta a crescere artisticamente e a capire tante cose del mestiere. Io sono sempre stata una spugna, ho sempre assorbito molto da tutti, ho fatto tesoro e ho studiato molto traendone poi spunto negli anni successivi. Certo è che se non hai quel sacro fuoco nelle vene non c’è niente da fare: io ho sempre voluto fare questo mestiere sin da bambina, non era un capriccio, ma un desiderio reale che solo con la costanza, il lavoro, l’impegno sono diventati realtà e quindi un lavoro”. 

Nel suo curriculum anche l’esperienza di Casa Vianello con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Da poco sono stati celebrati i 100 anni dalla nascita del grande attore. Che ricordo ha di lui?

“Avevo 28 anni. Che coppia che era… Bellissima. Dolcissimi. Mi avevano preso sotto la loro ala: lei stupenda, così materna, accolgliente. Lui a volte mi punzecchiava, mi faceva qualche battuta ironica, ma quel modo di rivolgersi lo riservava solo a chi gli stava simpatico. Con entrambi c’era una certa empatia. Un onore e un privilegio lavorarci”.

Il 17 aprile ha dedicato un bellissimo post a Catherine Spaak, ritratta con lei sul set di Un posto al sole. L’ha definita “dolcissima”, un termine che lascia immaginare come tra voi fosse nato un piacevole scambio umano oltre che professionale. 

“Nel post non mi sono dilungata perché avrei dovuto scrivere un papiro. Era il 2005-2006, lo ricordo perché in quel periodo subì una piccola operazione e poi tornai sul set. Quando la incontrai fu un’emozione fortissima, come se la conoscessi da chissà quanto tempo, come se in un’altra vita fossimo state sorelle, madre e figlia, amiche… Non so, era qualcosa di particolare, di forte, condizionato dal fatto che mia madre, da piccola, mi raccontava che si era sposata nella stessa chiesa di Catherine Spaak un’ora dopo di lei e che i fiori che addobbavano la chiesa erano gli stessi del matrimonio della Spaak. Nel mio inconscio, insomma, Catherine ha sempre fatto parte della mia vita. Quando le dissi questo fatto, Catherine si emozionò, era molto sensibile. E poi anche lei era attratta dall’Africa, aveva una casa lì, e sapendo del mio vissuto giovanile, mi invitò. Per varie vicissitudini non sono riuscita ad andare a trovarla. Resta quel viaggio mancato”.

Del suo privato si sa quanto basta: nel 2016, dopo sei anni di fidanzamento, ha sposato Teo Bordagni, un ingegnere lontano dal mondo dello spettacolo con cui solo ogni tanto si mostra in foto sui social. Quanto conta per lei tenere separata la vita privata da quella professionale? 

“Instagram lo uso e mi piace proprio per il gusto di postare momenti del mio lavoro e del mio privato, condividere un po’ del nostro vissuto che può essere un viaggio, una ricorrenza. Con i social ho un approccio naturale, con garbo e discrezione pubblichiamo quello che ci piace. Poi lui è discreto, il fatto non gli pesa anche perché sa che sono un personaggio pubblico e la visibilità è inevitabile”. 

E restando sul tema social, dando uno sguardo alla sua pagina Instagram è evidente il grande affetto e la tanta stima dei suoi oltre 150mila follower. I commenti alle foto sono tutti complimenti, haters non pervenuti…

“E invece ci sono, pochi ma ci sono. E io li abbraccio, mi divertono. D’altronde hanno vita anche loro, si vogliono sfogare. Va bene tutto”.  

C’è anche chi la rigranzia per i suoi “mi piace” messi in calce ai commenti, perché “non è da tutti”. 

“Io i miei fan li amo profondamente, è grazie a loro se io esisto. Tra me e il pubblico c’è un grande contatto sin da quando ho iniziato questo lavoro che io ho sempre mantenuto. Certo oggi con i social è più facile avere un rapporto diretto, ma io lo ricordo anche ai tempi di Indietro tutta… Oggi ci sono i saluti per strada, i sorrisi, le foto a cui io non mi tiro mai indietro. Poi torno a casa dopo lavoro entro nei miei social e volentieri interagisco con loro”.

Per il popolo dei social lei è “la Queen”…

“Sì! E i miei fan non sono solo adulti, ma anche bambini! Li cresco sin dalla culla!”

Una popolarità trasversale che quando all’inizio del 2021 si è sparsa la voce su un presunto addio di Marina Giordano a Un posto al sole è diventata una specie di insurrezione social. Se lo aspettava tanto affetto?

“I telespettatori si sono sentiti abbandonati in un momento di pandemia, c’era il lockdown, la crisi di governo… E infatti quando poi è arrivato il tanto atteso ritorno, c’è stata una ola mediatica pazzesca. E questo perché loro sanno che io li amo e loro mi amano”. 

Malcontento anche quando ha iniziato a circolare la voce che la soap avrebbe cambiato il suo solito storico orario delle 20.40. In questo periodo gli italiani hanno bisogno di certezze, di punti fermi almeno nei palinsesti televisivi?

“Sì. E Un posto al sole è una certezza. Una serie tv che sta lì da 26 anni non la puoi spostare di orario. Infatti poi è tutto rientrato. Un posto al sole è una potenza: è famiglia, è rassicurante, è voglia di giocare ma anche di affrontare problemi attuali, di cronaca. E’ una fiction su fatti che vengono romanzati ma comunque raccontati. Poi ha una scenografia naturale come Napoli che è meravigliosa…”

Cosa l’accomuna e cosa la differenzia da un personaggio come Marina Giordano? Si può dire che siate amiche ormai?

“Ma scherziamo?! Sì, assolutamente! Certo, nella mia vita non ho mai impugnato una pistola (ride, ndr). Lei come me è un’inguaribile romantica e una battagliera, ha il mio portamento e la mia eleganza. Marina è capricciosa, io non lo sono. Diciamo che ci prendiamo per mano e camminiamo su questa via…”

Lo stile di Marina Giordano passa anche dal look elegantissimo che sfoggia nella soap, anche quello molto apprezzato dai follower. Come funziona la scelta dei vestiti di scena?

“C’è la costumista di Un posto al sole e vari sponsor che propongono le loro creazioni. Noi attori, insieme alla costumista, scegliamo quelli più adatti. Io devo dire di essere fortunata, sono come mia madre che valorizzava qualsiasi cosa indossasse”. 

Lei davanti allo specchio; di fronte Marina Giordano: cosa le direbbe e cosa le consiglierebbe per il futuro? 

“Di andare avanti così, di volare con la fantasia e di rincorrere sempre il suo sogno, quello di vivere le sue emozioni divisa tra testa e cuore. Perché è questa la forza di Marina”. 

Fonte : Today