Top Gun: Maverick, She-Hulk e il problema delle aspettative

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A proposito di cautela, la settimana scorsa è uscito il primo trailer di She-Hulk, la nuova serie Marvel per Disney+. A differenza di Top Gun: Maverick, un sequel che deve misurarsi con aspettative ingombranti, She-Hulk dà l’impressione di avere grandi potenzialità che non sono state sfruttate. La nuova serie, basata sull’omonimo fumetto, è incentrata su Jennifer Walters, un’avvocatessa sulla trentina in grado di trasformarsi in una versione femminile di Hulk. Ci sono tutti gli ingredienti giusti: Mark Ruffalo che riprende il ruolo di Smart Hulk, un mix di azione e commedia e Tatiana Maslany (Orphan Black) come protagonista. A giudicare dal trailer, però, l’impressione è che qualcuno abbia preso la sceneggiatura di un reboot di Ally McBeal, cambiato alcuni nomi e aggiunto gli elementi scientifici. Una scena prolungata mostra la protagonista alla prese con diversi appuntamenti falliti. I trailer non possono contenere tutto, ma quello di She-Hulk è davvero agghiacciante.

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Detto questo, guarderò comunque la serie. Anche se She-Hulk si rivelasse terribile, la delusione fa parte dell’esperienza di essere un fan. Lo stesso vale per Maverick. Anche se il film ricevesse recensioni terribili, prenderei comunque i biglietti per la prima. Il desiderio di apprezzare le cose ha generato una forma di apprensione che è diventata pressoché endemica nei fan di qualsiasi prodotto culturale, specialmente in un periodo in cui qualsiasi cosa sia anche solo vagamente nostalgica viene sfruttata per ottenere nuovi introiti. Questo, più di ogni altra cosa, è l’elemento che mi ha stupito di più. In un’epoca in cui ci si aspetta sempre la catastrofe, un prodotto che aveva grandi possibilità di fallire è riuscito a scampare al pericolo.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired US.

Fonte : Wired