Lavoratori Cisalfa, nessun accordo tra azienda e sindacati per gli straordinari natalizi

Non è stato raggiunto un accordo in via stragiudiziale e, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, la vicenda dei lavoratori del gruppo Cisalfa arriverà in tribunale. Fumata nera nel corso dell’ultimo incontro avvenuto tra i rappresentanti della famosa catena di negozi sportivi e la Fisascat Cisl, tenutosi presso l’ufficio provinciale del lavoro. Sul tavolo ancora la vicenda delle ore lavorate durante le festività natalizia del 2021.

I problemi sono cominciati a dicembre dello scorso anno, prima delle feste. I lavoratori dei 22 punti vendita di Cisalfa di Roma avevano proclamato lo stato di agitazione indetto dalla Fisascat Cisl dopo che l’azienda aveva comunicato che anche nella la settimana che andava dal 20 al 27 dicembre, quella in cui ricadeva il giorno di Natale, commessi e addetti avrebbero dovuto comunque comunque fare le loro 40 ore settimanali.

Lavoratori Cisalfa, l’accusa del sindacato

“L’azienda non ha tenuto conto della festività natalizia che avrebbe dovuto ridurre l’orario settimanale, riconoscendo per la giornata del 25 dicembre il teorico del festivo – attacca il segretario territoriale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, Giulia Falcucci – i dipendenti  avrebbero dovuto lavorare circa 32 ore anziché 40, e a tutti gli effetti hanno effettuato uno straordinario non retribuito, peraltro in un periodo particolare dell’anno, quello natalizio: un comportamento che riteniamo inaccettabile e che si è verificato solo in questa azienda tra quelle che seguiamo”.

Il 23 dicembre i lavoratori proclamano quindi lo sciopero, incrociando le braccia dalle 17 alle 19 di quel giorno. Il gruppo Cisfala si è sempre difeso dalle accuse mosse dal sindacato, dicendo che rispetta la legge e i diritti dei lavoratori. “La conferma delle nostre ragioni e della pretestuosità del comunicato- spiega ail gruppo in una nota diramata lo scorso anno – viene direttamente dagli oltre 550 lavoratori dei punti vendita Cisalfa di Roma, dei quali ha aderito all’astensione dal lavoro un numero del tutto trascurabile di poche unità, rapportabile proporzionalmente a circa l’1 %”.

Lavoratori Cisalfa, nulla di fatto all’ufficio provinciale del lavoro

La battaglia, però, è andata avanti. La Fisascat Cisl, il 16 maggio 2022, ha convocato l’azienda presso l’ufficio provinciale del lavoro, sezione controversie collettive, per cercare una soluzione. Il gruppo Cisalfa si è detto fermo sulle sue posizioni, convinto di non aver infranto nessuna legge, ed ha quindi ribadito di non voler pagare lo straordinario richiesto dai sindacati. Una cifra che si aggirerebbe intorno ai 60 euro a lavoratore.

Sindacato pronto a portare la vertenza in tribunale

“Finora ci siamo scontrati con la decisione unilaterale dell’azienda – denuncia ancora Giulia Falcucci – penalizzante nei confronti di una categoria di lavoratori che è reduce da anni di forte stress ed esposizione al contagio a causa della pandemia. L’auspicio è quello di trovare una soluzione della vertenza, senza che siano sempre i lavoratori a pagare: per parte nostra, continueremo a fare tutto il possibile affinché venga riconosciuto ciò che spetta loro, senza arrenderci o indietreggiare e mettendo in campo, laddove necessario, tutte le iniziative di protesta che riterremo opportune”. E nel caso in cui Cisalfa non dovesse cedere, il sindacato si dice “pronto ad andare avanti giudizialmente. Porteremo la vertenza in tribunale e lì ci sarà un giudice a decidere”.

Fonte : Roma Today