Red Ronnie è fenomenale: sì, non sto scherzando

Non so perché, ma un sabato sera mi sono imbattuto in Gabriele Ansaloni aka Red Ronnie. Vedevo l’imitazione di Crozza senza mai immergermi nei suoi contenuti. Ho lasciato il suo canale Youtube in background e l’ho ascoltato più o meno continuativamente per 3 ore. Poi non pago mi sono fatto un giorno di overdose dei suoi video. Discetta di musica, di gruppi sconosciuti, di complotti vari, di pandemia, di alieni, di energie psichiche, di karma, di altri mondi e altre dimensioni. Un delirio assoluto da neuro, un noncelodikono al cubo. Eppure lo riascoltarei. Mi vergogno come un ladro a dirlo, ma è così. È stato come passare la serata con un amico. Quell’amico un po’ stramboide, eccentrico, che si guarda con un sorriso rilassato davanti a 1, 2, 3 pinte di chiara, nella luce chiassosa e soffusa di un pub. Lui parla, tu annuisci e ogni tanto ridi, poi sai che alla mattina si torna alla vita normale. E ai problemi (veri) di tutti i giorni. Ma quella sera, quelle 3 ore con l’amico stramboide, ci volevano. Un’evasione soffice e placida che, forse, un po’ ti ricarica.

Massimo Polidoro, uno dei più talentuosi divulgatori italiani, discepolo dell’inarrivabile Angela, ha scritto che gli omeopati hanno successo perché ascoltano. Dedicano al paziente-cliente 2 ore di appuntamento, sopportano lamentele, intortano con l’approccio olistico e diventano amici-confidenti. Pensate alle vostre esperienze col medico di base o con uno specialista: tranne rare eccezioni, la sensazione è solo quella di essere trattati come un numero. Una pratica da sbrigare al più presto. Il naturopata, invece, vi mette sul piedistallo. Per questo molti ciarlatani sono ascoltati e, tristemente, possono fare danni immensi.

Quello che Red Ronnie ha creato su Youtube è da studiare e da imitare, e non da labellare come un nicchia da ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’. A differenza di molti presentatori della sua età, o dj, dimenticati o silenti in pensione, Red Ronnie si è ritagliato uno spazio nel media che oggi, universalmente, parla agli adolescenti. I suoi video hanno centinaia di migliaia di visualizzazioni. Ha un mini-palinsesto, fa interviste, presenta canzoni; è come ascoltare le radio libere degli anni Settanta. Si sentono calore e sudore, passione e ardore e, soprattutto, empatia. In quell’ambientino che sa di vinile e storia, è come se tutti fossero lì, con lui, mentre parla. Il suo canale non è suo, è dei fan. Lascia scorrere i messaggi e risponde a tutti. Ripeto, a tutti. Quando intervista qualcuno, non fa domande, dialoga con pacatezza paternale, ha la capacità di far aprire chiunque. Guardate questa con Moni Ovadia: è magnetica. Ho sentito discorsi che vanno oltre il surrealismo, talmente assurdi da essere sublimi. Del tipo: occhio al complotto dei finti complottisti che complottano. Non so come facciano a esserci tante persone che lo prendono sul serio, per le quali non è solo intrattenimento serale, ma è così; ci sono, e sono tante. Basta guardare i commenti o i numeri delle visualizzazioni.

Immaginate si potesse imparare questo suo immenso talento nell’aver cura di una community. Immaginate se, per un attimo, non parlasse di alieni, ectoplasmi e presenze ultraterrene, ma di scienza, tecnologia e medicina, senza complotti. Oppure solo di musica, senza divagare. I divulgatori bravi non mancano, ma trovatene uno che riesce a entrare nella testa con la gentilezza dell’Ansaloni da San Pietro in Casale. Chi diventa famoso, prima o poi, cede al divismo. Esempio: non faccio nomi, ma due creator che oggi vanno per la maggiore (chimica e medicina) sono passati dal pensare a cosa raccontare al come raccontarsi: “ho superato i 100k follower, festeggiamo”; “mandatemi le foto mentre comprate il mio libro”; “vediamoci al firmacopie e comprate il libro”; “ahaha che sfigati questi ignoranti”; “ieri le mie stories le hanno visto meno persone, sapete perchè?” e così via, mentre il loro ego si gonfia, gonfia, gonfia parallelamente al loro sapere. 

Red Ronnie ha tutto tranne una cosa: spocchia. Sembra poco, eppure basta per evitare il tritarifiuti mediatico dei passati di moda. Lui, semplicemente, ascolta e fa ascoltare, mettendo a proprio agio. Fosse per una causa giusta, e non per teorie complottiste strampalate e bislacche, la ratio del web avrebbe una pregevolissima freccia al proprio arco. Peccato Red.

Fonte : Today