Auto su asilo, la conducente: “Errore umano, marcia tolta inavvertitamente”

È durato circa un’ora e mezza l’interrogatorio della donna 38enne la cui auto ieri ha travolto alcuni bambini dell’asilo Primo Maggio a L’Aquila, provocando la morte del piccolo Tommaso D’Agostino di soli 4 anni e il ferimento di altri 5 piccoli tra i 3 e i 5 anni. Resta in prognosi riservata una delle due bambine di 4 anni ricoverate presso il Policlinico Gemelli di Roma a causa di una delicata frattura cranica. L’altra bimba di 4 anni ricoverata al Gemelli è stata trasferita dalla terapia intensiva in un reparto pediatrico dove proseguirà le cure. Le condizioni di entrambe le bambine, si apprende dal Policlinico, sono stabili e in un quadro di progressivo miglioramento.

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L’interrogatorio

Sono stati attimi terribili, ha spiegato la 38enne al pm Stefano Gallo, dichiarando di aver tentato di frenare a l’auto a mani nude, dopo aver sentito il grido del figlio 12enne che era dentro l’auto: “Mamma!”. Ha rischiato lei stessa di essere investita dall’auto, che ha preso velocità in discesa andando a schiantarsi contro il cancello della scuola. “E’ stato un errore umano…una marcia tolta inavvertitamente”, ha detto in lacrime la donna ricostruendo la tragedia dell’Aquila. “Ricordo quando ho parcheggiato di aver inserito la prima marcia ma non il freno a mano”, ha dichiarato la donna indagata per omicidio stradale. Il figlio che era rimasto dento l’auto parcheggiata le ha confessato “di aver inavvertitamente tolto la marcia. Mio figlio si è anche ferito nel gettarsi dall’abitacolo” in corsa. L’indagine è poi proseguita con il conferimento degli incarichi per le perizie, quella tecnica sull’auto all’esperto Cristiano Ruggeri, la difesa ha nominato consulente di parte Francesco Massimi.

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Domani i funerali del piccolo Tommaso

Domani si svolgeranno i funerali del piccolo Tommaso D’Agostino, alle 15,30 nella basilica di Collemaggio. Le esequie sono state fissate dopo che l’Autorità giudiziaria ha riconsegnato la salma alla famiglia dopo l’autopsia effettuata oggi dall’anatomo patologo dell’ospedale dell’Aquila Giuseppe Calvisi. Il padre di Tommaso D’Agostino, Patrizio, commesso in una grande catena, trova la forza di perdonare: “La proprietaria dell’auto che ha travolto mio figlio chiede scusa? Noi non le portiamo rancore. Né a lei, né al suo bambino di 12 anni che stava a bordo. Anche loro stanno vivendo una tragedia. Ho saputo che un’associazione vuole dedicare un’autoambulanza a mio figlio – dice al quotidiano la Stampa – ho chiesto che sulla fiancata scrivano alcuni versi della canzone “La cura” di Franco Battiato. È nato il 23 marzo e morto il 18 maggio, proprio come il mio bimbo adorato”.

Il racconto del padre di Tommaso

A Repubblica l’uomo racconta di aver “sentito” l’incidente praticamente in diretta:” Ero sul terrazzo di casa mia, da cui si vede l’asilo di Tommaso, il cortile esterno e i tre tendoni bianchi che fanno ombra, quando all’improvviso ho sentito un boato, un rumore fortissimo. Saranno state le 14.30 circa, mia moglie era già a casa e anche io ero in pausa pranzo. Tommaso il mercoledì esce dopo perché ha l’ora di religione. Sentito quel rumore sono entrato in casa e ho detto a mia moglie che ero preoccupato. “Credo sia successo qualcosa all’asilo di Tommaso”. “Ma no, ma figurati, ci avrebbero avvisato, chiamato dalla scuola, stai tranquillo”. Ma io tranquillo non riuscivo a stare. Sono sceso, ho chiamato mia madre che abita al palazzo di fronte al mio. “Andiamo a riprenderci Tommaso, mamma, sento che è accaduto qualcosa”. Lei è scesa, abbiamo fatto il giro del palazzo e siamo andati all’asilo”. Una volta lì, ha visto “l’inferno”. L’incubo di ogni genitore: vedere il proprio figlio esanime senza poter fare più nulla.

Fonte : Today