Inquietante invasione di ‘bambole dell’orrore’ in spiaggia

Cosa si può trovare sulla spiaggia: sicuramente organismi interessanti da studiare, animali da salvare, purtroppo rifiuti da rimuovere, e un sacco di oggetti strani portati dalle onde, con chissà quali storie. Come ad esempio queste bambole inquietanti trovate da alcuni ricercatori su una spiaggia in Texas.

Qui i ricercatori di Mission-Aransas Reserve dello University of Texas Marine Institute sorvegliano regolarmente le spiagge soprattutto per aiutare tartarughe marine e altri animali in difficoltà. E, anche se i detriti e la spazzatura sono purtroppo tra gli oggetti più spesso ritrovati, ultimamente gli studiosi si sono imbattuti in una serie di ritrovamenti piuttosto strani: bambole ‘inquietanti’, ormai in condizioni orribili, ovvero totalmente incrostate di sabbia, alghe e mitili, senza più capelli e arti. Una delle bambole ritrovate, al posto di un occhio, aveva alcuni cirripedi.

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I ricercatori dicono che negli ultimi anni è aumentato molto il numero di bambole da ‘horror’ trovate misteriosamente in spiaggia, per motivi sconosciuti: le foto, condivise su Facebook, hanno sempre un discreto successo tra i commentatori. Jace Tunnell, direttore della Mission-Aransas Reserve, ha spiegato ai media che ha collezionato circa 30 bambole del ‘terrore’ finora: “Le più inquietanti sono quelle che hanno perso i capelli. Però la prima che abbiamo trovato in assoluto era la testa di una sex doll: ho postato una foto sui social senza realizzare cosa fosse davvero. Dopo questa, un sacco di gente ha iniziato a seguirci”.

Ma come finiscono lì tutte quelle bambole, insieme a un’enorme quantità di spazzatura? “Sulla costa del Texas si trovano rifiuti in quantità dieci volte superiore rispetto a ogni altra spiaggia del Golfo del Messico – ha detto sempre Tunnell ai media – probabilmente a causa della corrente che dalla penisola dello Yucatan porta in Florida, e spinge i rifiuti sulle spiagge del Texas”.

Quello che i ricercatori non si aspettavano, era di trovare un sacco di persone interessate a comprare le bambole dell'”orrore’: i soldi di questi acquisti inquietanti vanno al programma di salvataggio delle tartarughe marine dei ricercatori.

Fonte : Today