La cabina di regia e la nuova zona infetta: le novità dell’ordinanza sulla peste suina

Le modalità con cui mettere in campo le catture e gli abbattimenti, sono delegate alla Cabina di regia. L’ordinanza che il commissario straordinario alla peste suina africana ha firmato, affida al nuovo organismo il compito di gestire il nodo sul depopolamento dei cinghiali.

Cattura e abbattimenti

La cabina di regia viene appositamente costituita “per l’attuazione e la verifica” di quanto previsto dal provvedimento firmato dal commissario Ferrari. Vale a dire per “il controllo della zona infetta” e per quella “confinante”. E quindi ha 30 giorni di tempo dall’entrata in vigore dell’ordinanza “per la predisposizione delle procedure finalizzate alla cattura ed all’abbattimento dei suini selvatici”.

L’ampliamento delle aree sotto controllo

C’è un’altra novità, che era stata annunciata e che era stata “caldeggiata” anche dalla Commissione europea. Riguarda la cosiddetta “zona infetta” che, rispetto al dispositivo emanato dal governatore Zingaretti, si allarga a Nord, raggiungendo il territorio de La Storta. Analogamente si amplia verso Nord Ovest anche l’area definita come “zona confinante con quella infetta” e finisce così per inglobare anche i comuni di Formello e Sacrofano, arrivando a raggiungere il confine meridionale dei comuni di Anguillara Sabazia e Campagnano di Roma.

Varchi, cassonetti e ricerca delle carcasse

Per quanto riguarda la nuova zona infetta, l’ordinanza dispone che la Regione, in collaborazione con Anas, provveda alla chiusura dei cosiddetti varchi (sottopassi e sovrapassaggi) che sono presenti in prossimità del Raccordo Anulare. Nelle aree verdi invece la chiusura di questi varchi deve essere garantita dalla collaborazione tra comune e regione. Altro compito assegnato al comune di Roma è quello che riguarda “l’inibizione dell’accesso ai cassonetti dei rifiuti da parte dei cinghiali” con la conseguente “ottimizzazione del loro posizionamento”. La ricerca delle carcasse procede, su base settimanale, con “dando priorità alle aree più esterne della zona infetta ed in particolare dove non sono state ancora trovate carcasse positive”. 

L’eradicazione del virus

L’obiettivo dell’ordinanza, com’è stato chiarito a margine del tavolo svoltosi il 17 maggio a palazzo Valentini, resta quello di circoscrivere la zona di diffusione del virus anche per evitare di farlo attecchire ai maiali. Al tempo stesso si punta all’ “eradicazione” della PSA. Sui tempi “bisogna avere la pazienza di comprendere come sarà l’evoluzione della malattia” ha spiegato il commissario. Per eradicare il virus occorre infatti aspettare un anno dal rinvenimento dell’ultima carcassa positiva.

La cabina di regia

Ciò premesso, per effetto della nuova ordinanza, da oggi si può fare affidamento su una cabina di regia che prevede la collaborazione tra il ministero della salute, il commissario straordinario, la prefettura di Roma, la regione, Roma Capitale e la città metropolitana. Uno strumento in più, coordinato da palazzo Valentini, per affrontare la sfida contro la diffusione della peste suina africana.
 

Fonte : Roma Today