Huawei GT 3 Pro, com’è e come funziona il nuovo smartwatch

Per raccontarvi com’è il nuovo Huawei GT 3 Pro, pensato per gli sportivi ma perfetto per l’utilizzo nella vita quotidiana, una premessa è d’obbligo: uno smartwach, per competere fino in fondo con un orologio tradizionale, deve necessariamente inseguire la perfezione esteticaÈ chiaro, parliamo di un oggetto le cui funzioni digitali restano più importanti del design. Ma uno smartwatch, a differenza di uno smartphone, risponde a una tradizione centenaria. A quel primo orologio da polso inventato alla fine del XIX secolo da Patek Philippe. Al lavoro degli artigiani che hanno forgiato, in passato, oggetti iconici.

Nessuno può illudersi, oggi, di produrre uno smartwatch in grado di sostituire del tutto gli orologi analogici. Ma il punto è un altro: sarebbe sbagliato non provare a farlo. Ed è forse questo lo spirito che anima lo sviluppo e la ricerca di Huawei nell’ambito dei wearable, un mercato su cui l’azienda di Shenzen, negli ultimi anni, ha puntato fortemente. Lo ha confermato  William Tian, Presidente di Huawei CBG per l’Europa occidentale: “Il nostro evento di lancio a Milano dimostra l’impegno di Huawei nella categoria Salute e Fitness, ma anche il nostro desiderio di concentrarci sullo sviluppo di wearable con un’estetica distintiva e funzionalità imbattibili”.  

A Milano, appunto, le novità principali dell’evento House of Huawei sono stati proprio tre dispositivi che si indossano al polso: il GT 3 Pro, il Watch Fit 2 e il Band 7. Certo, Richard Yu – ancora una volta presente solo virtualmente – ha anche presentato il nuovo smartphone pieghevole Mate Xs 2, ma l’entusiasmo per il nuovo foldable si è spento nel momento in cui Huawei ha fatto sapere che il dispositivo, come d’altronde era lecito attendersi, non arriverà in Italia.

L'annuncio del pieghevole Mate Xs 2

Il nuovo GT 3 Pro è disponibile in due versioni: un modello ha la cassa in titanio da 46 mm e un display Amoled HD (466×466) da 1,43 pollici. L’altro, leggermente più piccolo e sicuramente più adatto al polso femminile, con una casa da 43 mm e un display (sempre Amoled HD) da 1,32 pollici, è in ceramica. Entrambi sono dotati di un resistente vetro in zaffiro.

Richard Yu, in un filmato pre registrato mostrato a Milano, presenta il nuovo smartwatch Huawei GT 3 Pro (alle sue spalle il modello in ceramica)

Quello che abbiamo provato nei giorni precedenti all’evento di lancio, è il GT 3 Pro con  la cassa in titanio e il cinturino in fluoroelastomero nero. Quando si apre la scatola dell’orologio, il primo pensiero è “Che bello”. Quando si estrae il dispositivo dalla scatola, il secondo pensiero è “Accidenti, è fatto proprio bene”.

Il primo impatto con il GT 3 Pro avviene ovviamente a display spento. Eppure c’è qualcosa, in questo smartwatch dalla cassa ampia ma estremamente proporzionata, con un’elegante finitura opaca, che riporta alla mente quegli orologi ‘importanti’ ricevuti in occasioni speciali: cresime, compleanni, anniversari. Orologi tradizionali con le lancette e tutto il resto, insomma, di brand storici o magari del momento. È una sensazione scaturita da un insieme di fattori: il design di una cassa ‘piena’ che nasconde le inserzioni del cinturino, le linee leggermente spigolose all’estremità superiore e inferiore che conferiscono all’orologio un aspetto decisamente moderno, ma soprattutto la natura dei materiali.

La cassa in titanio garantisce una resistenza agli urti e ai graffi eccellente. E lo stesso si può dire per la parte più a rischio, in un orologio, vale a dire il vetro. Il Gt 3 Pro è protetto da un vetro in zaffiro che nella scala di Mohs – relativa ai materiali più resistenti in natura – è inferiore soltanto al diamante. Questo vuol dire che un urto accidentale non lascerà un graffio o un solco sul vetro, appunto, come spesso accade agli orologi – digitali o analogici che siano – di fascia economica.

La qualità, ovviamente, si paga. E diciamo subito che il GT 3 Pro con la cassa in titanio (46 mm) ha un prezzo importante: 500 euro per il modello che ha anche il cinturino in titanio (prezzo in promozione da oggi, 18 maggio, fino al 26 giugno 2022). Si sborsa la stessa cifra per il modello con la cassa più piccola in ceramica (e con cinturino in pelle bianca), a cui vanno aggiunti 100 euro se si preferisce anche il cinturino in ceramica.

L’aspetto del GT 3 Pro, infine, può cambiare a seconda dell’interfaccia grafica che si sceglie per il display. Si può scegliere, gratuitamente, tra 15 ‘quadranti’ digitali che vanno dalla grafica minimalista, senz’altro più elegante, a quella più ricca di dati, caotica ma senz’altro utile agli sportivi o a chi semplicemente vuole tenere sotto controllo lo stato del proprio fisico.

I materiali premium fanno del GT 3 Pro non proprio un peso piuma. Se venite da un orologio analogico low cost, diciamo “da battaglia”, la differenza di peso sarà subito evidente. Rispetto al GT 2 Pro lo spesso è stato ridotto di 0,5 mm ma il dispositivo, al polso, si avverte comunque. Ci si abitua, chiaramente, ma talvolta si sente la necessità di qualcosa di più leggero al polso.

La ghiera del GT 3 Pro permette di accedere alla schermata delle app dello smartwatch, di ingrandire gli elementi e di scorrere i contenuti. Il sistema operativo HarmonyOS 2, sviluppato interamente da Huawei, sul nuovo orologio è molto reattivo.

Il pulsante, più discreto, che si trova sotto la ghiera, permette invece di accedere direttamente alle funzioni per chi pratica sport, e dunque ai piani di allenamento. Sono cento in tutto, le modalità disponibili: si va dalla corsa al nuoto fino al golf. Ogni sessione prevede la raccolta di dati che aiutano a pianificare quelle successive. Rispetto ai modelli del passato, il GT 3 Pro viene definito da Huawei “più resistente all’acqua”. Non abbiamo avuto modo di provarlo a grandi profondità, ovviamente, ma il dispositivo è garantito per immersioni fino a 30 metri. E per questo prevede funzioni interessanti anche per chi si avvicina all’apnea.

Dietro la cassa, a contatto con il polso, ci sono i sensori che permettono la rilevazione del battito cardiaco, la misurazione del livello di ossigeno nel sangue e anche le variazioni della temperatura corporea. Ricordiamo che queste rilevazioni sono indicative ma non possono sostituire quelle ottenute da dispositivi medici tradizionali.

Non mancano, ovviamente, il contapassi – estremamente preciso, dobbiamo dire – un sistema di calcolo delle calorie bruciate e di monitoraggio del sonno. A questo proposito, tornando all’ingombro del GT 3 Pro, ci sentiamo di dire che, dopo averlo utilizzato per tutto il giorno, si avverte la necessità di risparmiare il polso almeno di notte. Ma questa può essere una sensazione, o meglio un’esigenza, soggettiva.

Huawei inoltre sul suo smartwatch propone il test occasionale – o in alternativa la misurazione automatica – dei livelli di stress. Ma anche in questo caso l’attendibilità dei risultati è tutta da verificare.

Sembra rivelarsi attendibile, invece, il dato diffuso da Huawei riguardo l’autonomia dello smartwatch, che nel caso dell’edizione in titanio raggiungerebbe i 14 giorni (se utilizzato in modo non intensivo). Ebbene dopo 48 ore di utilizzo – non intensivo, e dunque con display always on disattivato – il livello della batteria è sceso appena del 20%. Quello che abbiamo fatto con il GT 3 Pro è stato essenzialmente consultare le notifiche di WhatsApp e di altre app – messaggi, Twitter, New York Times – visualizzare le chiamate in entrata e monitorare l’attività fisica. È ipotizzabile dunque, che un ciclo di ricarica completo assicuri un’autonomia dello smartwatch di almeno dieci giorni, se il dispositivo ovviamente non viene usato per effettuare chiamate al posto dello smartphone. La ricarica è wireless ed è più veloce del 30% – sostiene Huawei – rispetto a quella del precedente GT 2 Pro.

Si può chiamare qualcuno e rispondere direttamente dallo smartwatch, che non è dotato di eSim: tutto avviene grazie al collegamento bluetooth. La qualità audio delle chiamate è più che dignitosa, quella della musica che abbiamo provato ad ascoltare dal polso addirittura sorprendente: non c’è motivo, teoricamente, di usare uno smartphone per ascoltare delle canzoni, ma nel caso dovesse servire per l’esercizio fisico all’aperto oppure per una seduta di yoga o di meditazione, le note che escono dagli speaker integrati nella cassa dell’orologio non sono affatto da disdegnare.

L’inconveniente da non sottovalutare è che lo smartwatch non può collegarsi a Spotify e Amazon Music, quindi bisogna aggiungere manualmente i brani – in formato Mp3 – al dispositivo, scegliendoli dalla memoria dello smartphone. Questo presuppone l’utilizzo di brani Mp3 già in nostro possesso, acquistati da uno store online e comunque non provenienti da un abbonamento streaming.

L’intera gestione dello smartwatch avviene attraverso la app Health di Huawei, che a dispetto del nome non è solo l’hub progettato per raccogliere i dati relativi agli allenamenti effettuati con l’orologio al polso. Le app per il GT 3 Pro, si scaricano dalla AppGallery, lo store dell’azienda di Shenzen, e la nota negativa è che l’offerta è ancora molto limitata. Discorso diverso per quelle che si possono installare sullo smartphone e che interagiscono con l’orologio: basta cercare – sempre su AppGallery – quelle che presentano la dicitura “Supporta Huawei Watch”. Come Navigation Watch & Maps, per esempio, che permette di seguire le indicazioni stradali di Google Maps direttamente dal proprio polso e dunque senza dover estrarre il telefono dalla tasca.

“Il mercato dei wearable è in continua crescita e dimostra l’interesse e l’attenzione verso device che possano portare un reale beneficio nella vita di tutti i giorni – ha detto Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Huawei Consumer Business Group Italia -. Con il lancio del Huawei GT 3 Pro abbiamo perfezionato funzionalità già esistenti e ne abbiamo aggiunte di nuove pensando a chi è appassionato di sport e non solo”.

Cosa ci piace

  • I materiali e il design
  • Le numerose modalità di allenamento disponibili
  • La grande autonomia della batteria e la ricarica super veloce

Cosa non ci piace

  • L’offerta limitata di App per lo smartwatch
  • La possibilità di rispondere alle notifiche, dallo smartwatch, utilizzando solo emoticon o messaggi pre impostati
  • Il peso non è eccessivo ma l’orologio al polso si fa ‘sentire’
     

Fonte : Repubblica