Il glossario della blockchain

Dalla corsa folle del 2017 all’ascesa nel mainstream, l’industria crypto è complessa e spesso poco chiara anche agli addetti ai lavori. Ecco una lista di 23 termini che si incontrano molto spesso, e le relazioni fra di loro: utile per capire questa industria in fortissima crescita che intende rimpiazzare (o affiancare) la finanza tradizionale, ma non solo.

Blockchain: il registro decentralizzato in cui vengono memorizzate tutte le transazioni. Letteralmente ‘catena di blocchi’, perché le transazioni vengono raggruppate in blocchi, che sono di dimensione simile.

Blocco: è l’unità di misura primaria della blockchain (e non le transazioni, come si potrebbe pensare intuitivamente). In un blocco vengono raggruppate le transazioni avvenute in un determinato periodo temporale, che in base al tipo di blockchain può variare da 1 secondo a 10 minuti.

Transazione: è un’interazione con la rete. Può essere tra due indirizzi che appartengono a persone fisiche, e quindi sono dei trasferimenti di valore (inviare 1 bitcoin, ad esempio), oppure tra un indirizzo e uno smart contract o anche tra due smart contract, e sono delle operazioni in cui viene scambiato del valore per crearne di nuovo. Il trasferimento di denaro è solo uno dei casi d’uso,e si possono infatti scambiare NFT, dati e qualsiasi tipo di informazione digitalizzata. Per eseguire una transazione è necessario pagare delle commissioni che variano in base al tipo di operazione e al traffico sulla blockchain in quel momento.

Smart contract: letteralmente ‘contratto intelligente’, è un software che viene eseguito su blockchain. Nello specifico, i metodi e le funzioni del contratto vengono codificati in operazioni base che ogni computer può eseguire localmente, come le addizioni, sottrazioni, integrali, e così via. Per interagire con uno smart contract, è necessario pagare delle commissioni, proporzionali sia al numero di operazioni richieste che al 

Indirizzo: la stringa di testo che identifica un’entità che può inviare e ricevere criptovalute e detenere fondi (può effettuare transazioni). Viene ricavato direttamente dalla chiave pubblica di un wallet tramite una procedura definita di hashing.

Chiave pubblica (public key): la versione ‘completa’ di un indirizzo. È possibile ricavare l’indirizzo solo dalla public key, ma non viceversa.

Chiave privata (private key): è la ‘password’ della public key, l’unica chiave con la quale è possibile spendere i fondi all’interno dell’indirizzo. Dato che una private key è una stringa molto lunga che si ricorderebbe difficilmente, molte app per la gestione dei wallet permettono agli utenti di creare una password più semplice, insieme al riconoscimento biometrico, come maschera semplificata.

Whale: è un’entità (individuo o azienda), rappresentata da uno o più indirizzi, che possiede una grande quantità di criptovalute. Gli utenti nelle community crypto seguono attentamente i movimenti delle whale, che potrebbero potenzialmente influenzare il mercato con le loro operazioni, per trarne beneficio o evitare le perdite.

Proof-of-Work: un sistema che richiede uno sforzo non insignificante ma fattibile (problemi di natura matematica) per scoraggiare usi frivoli o dannosi della potenza di calcolo, come l’invio di e-mail di spam o il lancio di attacchi denial of service (DoS). È stato implementato per la prima volta negli anni ‘90, ed è il meccanismo di consenso scelto per la validazione dei blocchi (e transazioni) nelle blockchain di prima generazione, tra cui Bitcoin e Dogecoin.

Proof-of-Stake: un meccanismo di consenso di criptovaluta per l’elaborazione delle transazioni e la creazione di nuovi blocchi in una blockchain. È un’evoluzione più eco-sostenibile del sistema Proof-of-Work, basato sul principio che a ogni utente venga richiesto di dimostrare il possesso di un certo ammontare di criptovaluta. Questa prova si definisce staking.

web3: l’insieme degli standard e dei protocolli basati su blockchain e registri decentralizzati e distribuiti in generale. Il nome web3 (con la ‘w’ minuscola e il 3 attaccato) è nato come Sdk (pacchetto di sviluppo software) di Ethereum, e si è evoluto per inglobare addirittura tutta l’industria crypto che si occupa di DeFi (finanza decentralizzata), Nft e GameFi.

Gas: il nome tecnico per indicare il token utilizzato per pagare le commissioni di transazione in una blockchain. Il termine è nato con Ethereum: Eth è il token gas di Ethereum, ed è anche il token nativo della blockchain. In alcuni casi, il token di gas potrebbe essere diverso dal token nativo.

Time-to-finality: il tempo affinché una transazione sia dichiarata finalizzata e irreversibile dalla rete. Si applica in generale a tutti i sistemi bancari, ma è particolarmente indicato nei sistemi decentralizzati perché è un valore molto basso. In finanza tradizionale, infatti, il time-to-finality di una transazione può arrivare un giorni o settimane, mentre nelle blockchain può essere di pochi minuti: su Bitcoin una transazione viene finalizzata in circa 60 minuti, e su Avalanche, che è una delle più veloci, in meno di un secondo.

Coin: una criptovaluta progettata insieme a un registro decentralizzato (ad es. Bitcoin è la blockchain, bitcoin (o Btc) è la moneta). Le commissioni di pagamento sulla rete si pagano con una moneta.

Token: una criptovaluta progettata su standard di sviluppo predefiniti. Fondamentalmente, un token non è la moneta nativa del libro mastro su cui risiede (ad es. Ether è la moneta di Ethereum e Usdt è un token su Ethereum). Le commissioni di pagamento per trasferire o operare con i gettoni non si pagano con i gettoni, ma con le monete.

NFT: un bene digitale, definito dalle caratteristiche che sono impresse in modo permanente sulla blockchain.

DeFi: il settore dell’industria crypto che si occupa delle finanza decentralizzata. È composto di applicazioni per cambiare criptovalute, fare depositi, prendere prestiti e altro.

GameFi: il settore dell’industria crypto che si occupa di applicare le dinamiche del gaming alla blockchain.

DEX: l’acronimo di Decentralized EXchange, un tipo di applicazione decentralizzata che permette agli utenti di scambiare monete senza bisogno di creare delle credenziali. Basta collegare il proprio wallet su blockchain.

Pool di liquidità (Liquidity Pool): uno smart contract che gestisce una coppia di token in un Dex. Gli utenti possono fornire liquidità (entrambi i token) alla pool, guadagnano una percentuale dei profitti sugli scambi effettuati tra quei due token.

Lending (Money Market): un tipo di applicazione decentralizzata per depositare criptovalute e prenderne in prestito altre. Sia il deposito che il prestito possono generare rendite passive se ci sono degli incentivi pianificati dall’ecosistema o dal team del progetto.

Vault: un termine per indicare uno smart contract che implementa una strategia di investimento o di gestione della liquidità. Gli utenti inviano determinati token (indicati nella piattaforma che li offre) e hanno una rendita passiva remunerata nello stesso token di partenza o in altri.

Bridge: un software che permette di ‘connettere’ due o più blockchain, in modo da permettere agli utenti di trasferire token o Nft tra i sistemi coinvolti.

Fonte : Repubblica