Ora possiamo ascoltare le “voci” di due buchi neri

Di recente la Nasa ha rilasciato le “voci” di due buchi neri, quello al centro del cluster di galassie di Perseo e M87 (di cui abbiamo anche una “fotografia”, la prima in assoluto di un buco nero nel 2019). C’è l’idea che non ci siano suoni nello Spazio, perché nel vuoto le onde sonore non si possono trasmettere. Ed è così, ma è anche vero che lo Spazio non è vuoto in senso assoluto: ci sono mezzi all’interno dei quali le onde si possono trasmettere e possono essere tradotte in suoni. Ecco come

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Che cos’è un buco nero

Un buco nero è una regione dello Spazio in cui la gravità è talmente grande che nemmeno la luce riesce a sfuggire. Per questo niente è più nero di un buco nero, tanto che solo con strumentazioni particolari possiamo intuirne la posizione basandoci su come si comportano le stelle e i gas vicini a un buco nero. Un buco nero nasce dalla morte di una stella, che collassa su se stessa e esplode. Solo che la materia di quell’esplosione, che supera anche di molte volte la massa del nostro Sole, viene come intrappolata in un punto molto piccolo. Questa singolarità, così come viene chiamata, ha appunto una gravità immensa, che tende a risucchiare quello che le sta attorno disegnando una sorta di cerchio, noto come orizzonte degli eventi.

Com’è possibile ascoltare i buchi neri

Quello che si può ascoltare nel video rilasciato dalla Nasa è una sonificazione, cioè la traduzione in suoni (udibili dall’essere umano) di dati astronomici raccolti da diversi strumenti per l’osservazione dello Spazio.

La “voce” del buco nero al centro dell’ammasso di galassie di Perseo è stata ottenuta dalle onde di pressione che il buco nero emette e che attraversano, increspandolo, il gas caldo del cluster galattico. Registrate fin dal 2003 dal Chandra X-Ray Observatory, queste onde possono essere associate a note, ma l’essere umano non può sentirle così come sono: la loro frequenza va innalzata di 57-58 ottave (144-288 quadrilioni di volte superiore alla loro frequenza originale, dove un quadrilione corrisponde a 1015).

Fonte : Wired