Silvestri (M5s): “Noi favorevoli ai poteri a Gualtieri, ma non per il termovalorizzatore”

Deputato romano del m5s, grillino della prima ora, tra i più vicini a Virginia Raggi quando l’ex sindaca governava Roma, sul termovalorizzatore Francesco Silvestri è d’accordo con l’assessora regionale Roberta Lombardi. L’emendamento al decreto aiuti non toccherà i poteri a Gualtieri, che servono eccome. Riguarderà però la parte legata al tipo di impianti. No al termovalorizzatore, in qualunque forma, e lo ribadisce. La soluzione non può essere quella di un inceneritore, nemmeno a bassissime emissioni. Sposa però, come Lombardi, la linea del dialogo con il sindaco Gualtieri. “Serve un’impiantistica che aiuti a spingere sulla differenziata”. Perché non lo ha fatto Raggi nei suoi cinque anni di consiliatura? “Roma e la sua azienda Ama non erano nelle condizioni, c’è stata da affrontare un’emergenza”. 

Onorevole, state lavorando a un emendamento al decreto aiuti da presentare in fase di conversione alle Camere. Puntate a stralciare la parte sui poteri speciali a Gualtieri?

No, l’emendamento non sarà soppressivo. Andrà a modificare però la parte relativa agli impianti. Sì ai poteri quindi, sono sempre stato a favorevole, ma legati all’impiantistica contenuta nel piano regionale rifiuti e a quella prevista dalle normative europee. 

Lei è fermamente contrario alla realizzazione di un termovalorizzatore a Roma, giusto?

Sono contrario a spendere 700 milioni di euro per un impianto che vedremo tra sei anni e che già oggi l’Europa e la Regione Lazio reputano obsoleto, anzi dannoso, tanto da averlo messa in fondo alle soluzioni per la gestione dei rifiuti. Penso si possa pulire la città in molto meno tempo, e con molti meno soldi tramite un’impiantistica che stimoli la raccolta differenziata. 

Il M5s ha governato Roma. Poteva farlo…

Quando siamo entrati in Campidoglio, Ama e Roma non erano nelle condizioni di scegliere che tipo di politiche fare, l’azienda veniva da 10 bilanci in negativo, le banche non concedevano più credito, il personale era ai limiti, il parco mezzi il peggiore d’Europa. Raggi ha fatto un lavoro non visibile ma importante. Si era cominciato con una raccolta porta a porta spinta in VI e X municipio, poi però prese fuoco il tmb Salario che cubava 40% dei rifiuti romani. 

Non si potevano progettare impianti comunque, nel frattempo?

Se non fossimo stati stressati dal tmb Salario che prese fuoco, sì. La Regione poi non partecipò a una soluzione alternativa. Roma ha impiegato energie per risolvere una perenne emergenza piuttosto che per avviare una politica di visione. 

Il commissionario al green deal europeo, Frans Timmermans, ha detto ok a un termovalorizzatore se realizzato in maniera sostenibile. Come commenta?

Contraddice quel che è carta scritta, ovvero che la priorità per il trattamento rifiuti è la raccolta differenziata. 

All’interno del M5s sembrano esserci di fatto due linee. Da una parte Lombardi che cerca il dialogo con Gualtieri, dall’altra Raggi che va allo scontro addirittura annunciando un’azione legale contro il sindaco. Lei come si posiziona?

Non c’è nessuna spaccatura, ci sono due modi di interpretare lo stesso pensiero. Sia Raggi che Lombardi sono comunque contrarie all’impianto. Per quanto mi riguarda per sensibilità mia personale io cerco sempre il dialogo, ma direi che tutti noi stiamo chiedendo un confronto al sindaco Gualtieri. Non c’è una voglia di chiusura. Siamo convinti che le nostre soluzioni alternative possano essere adottate su Roma. 

Un inceneritore a bassissime emissioni potrebbe essere oggetto di un accordo?

La vedo come una soluzione molto lontana, perché gli effetti sarebbero comunque costosi e Roma ne apprezzerebbe i benefici fra molti anni.  
La questione non è ideologica, ma tecnica e di visione. Gli attori seduti al tavolo del confronto devono avere le proprie convinzioni, ma devono essere anche disposti a modellarle. 

L’alleanza m5s-pd è a rischio?

Mi pare ovvio che pd e m5s hanno una diversa modalità di interpretare la transizione ecologica. C’è bisogno sicuramente  di un chiarimento che dia una prospettiva chiara sul tema ambientale. 

Voterebbe la fiducia al governo in caso venisse posta sul decreto aiuti? 

Sarebbe assurdo mettere la fiducia su un decreto simile. Non ci sarebbe davvero spiegazione plausibile. 

Fonte : Roma Today